Sopralluogo con il commissario europeo Séjourné e il ministro Urso nelle aree Eni candidate a ospitare un Hub europeo. “Territorio già pronto, infrastrutture d’eccellenza e procedure semplificate”
Porto Marghera si candida a diventare uno dei principali poli europei per le materie prime critiche. È questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, durante il sopralluogo effettuato oggi insieme al commissario europeo, Stéphane Séjourné, e al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nelle aree del Gruppo Eni individuate come possibile sede di un futuro Hub europeo dedicato allo stoccaggio e alla lavorazione di materiali strategici, in seguito all’incontro di questa mattina tra il ministro e il sindaco di Venezia, Simone Venturini.
L’area presa in considerazione si estende per 12 ettari all’interno del sito industriale di Porto Marghera e rappresenta una delle candidature italiane per un progetto considerato strategico dall’Unione Europea per rafforzare l’autonomia produttiva e la sicurezza degli approvvigionamenti.
“Porto Marghera non è solo storia industriale ma un territorio che ha saputo trasformarsi nel pieno rispetto dell’ambiente e della circolarità – afferma Stefani -. Al Commissario Séjourné e al ministro Urso abbiamo presentato un sito unico, già industrializzato, dotato di infrastrutture portuali e ferroviarie di primissimo livello, inserito in un tessuto produttivo vivo e competitivo. E’ esattamente quello che l’Europa cerca per affrontare la sfida strategica delle materie prime critiche”.
A sostegno della candidatura, la Regione evidenzia le caratteristiche del sistema portuale veneziano, che può contare su oltre 2.500 ettari di superficie, 65 chilometri di rete ferroviaria interna collegata alla rete nazionale, 40 chilometri di rete stradale connessa alle principali arterie di trasporto e una banchina complessiva di 22 chilometri. Oltre 1.200 aziende operano già nell’area industriale, situata inoltre all’incrocio dei corridoi europei Mediterraneo e Baltico-Adriatico.
“Non stiamo parlando di un’area da costruire o realizzare da zero – ha sottolineato Stefani –. Parliamo di un territorio già attrezzato, già connesso, già vissuto da imprese che ogni giorno dimostrano come industria e sostenibilità possano essere complementari. Questo è il Veneto che proponiamo all’Europa: efficiente, affidabile, pronto”.
L’hub per le materie prime critiche rientra nella strategia europea per garantire l’approvvigionamento, la trasformazione e la distribuzione di materiali essenziali per la transizione energetica e digitale. La candidatura di Porto Marghera punta a fare leva su infrastrutture già esistenti, collegamenti multimodali e sulle opportunità offerte dalla Zona Logistica Semplificata Bluegate, che consente incentivi fiscali e procedure autorizzative accelerate per le imprese.
“La Regione Veneto è pronta a supportare ogni iter, a collaborare con il Governo e con le istituzioni europee per portare questo progetto a compimento nel più breve tempo possibile – ha detto ancora Stefani -. Il futuro industriale dell’Europa passa da qui”.
Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio piano di rilancio dell’area Montesyndial di Porto Marghera, dove è in fase di realizzazione un nuovo hub multimodale da circa 500 milioni di euro. L’intervento interesserà 90 ettari di superficie e prevede una nuova banchina per navi Panamax, una piattaforma intermodale con dieci binari ferroviari e ulteriori collegamenti logistici dedicati, con autorizzazioni ambientali e opere di bonifica già approvate.



