Coinvolti 17 Comuni, per una rete che ora interessa 340 amministrazioni. Bitonci: “Il commercio di prossimità è una parte della nostra economia e non può essere considerato una realtà residuale”
Il Veneto rafforza la rete dei Distretti del Commercio. La Giunta regionale ha approvato sei nuovi distretti, portando a 191 quelli complessivamente riconosciuti sul territorio regionale. Sono 340 i Comuni coinvolti, circa il 60% delle amministrazioni comunali del Veneto.
“Il commercio di prossimità è una parte della nostra economia e non può essere considerato una realtà residuale – afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, nell’annunciare il nuovo provvedimento approvato dalla Giunta. -. Quando un’attività commerciale chiude, i nostri paesi perdoni un servizio, un presidio, un pezzo della loro attrattività. Per questo i distretti sono uno strumento importante: aiutano i territori a fare sistema e le imprese a competere in un mercato che è profondamente cambiato“.
I nuovi Distretti del Commercio del Veneto: 17 Comuni coinvolti
I sei distretti riconosciuti nel 2026 coinvolgono complessivamente 17 Comuni. Tre sono distretti urbani, costituiti da un singolo Comune, mentre gli altri tre sono distretti territoriali, nati dalla collaborazione tra più amministrazioni.
I nuovi distretti sono il Distretto del commercio di Trebaseleghe; il Distretto del commercio del Medio Polesine, che riunisce Costa di Rovigo, Arquà Polesine, Bosaro, Pontecchio Polesine e Villamarzana; quello della Riviera del Po, formato da Frassinelle, Canaro, Gavello, Guarda Veneta e Polesella; il Distretto del Commercio Città di Vedelago; il Distretto del commercio Città di Eraclea; e il Distretto territoriale del commercio Astico, che comprende Lugo, Calvene, Fara Vicentino e Salcedo.
La Regione ha inoltre disposto il rinnovo per tre anni dei distretti riconosciuti nel 2023 e accolto le richieste di Ponzano Veneto, Povegliano e Villorba per modificare i confini dei rispettivi distretti.
“Il dato dei 340 Comuni è quello che più di tutti racconta la dimensione di questa rete regionale ormai strutturata – evidenzia Bitonci -. Comuni anche molto diversi tra loro hanno scelto di condividere una strategia per valorizzare i propri centri e rafforzare la presenza delle attività economiche, in un momento storico in cui il commercio di prossimità nei centri urbani vive una profonda crisi”.
L’obiettivo, sottolinea l’assessore, è fare dei distretti uno strumento operativo per sostenere lo sviluppo dei territori. “Il punto non è riconoscere un distretto solo sulla carta – continua l’assessore -, ma utilizzarlo come strumento concreto di sviluppo. Servono una governance stabile, il coinvolgimento delle imprese con progettualità condivise, e la capacità di valorizzare commercio, servizi, turismo e identità del territorio. E’ anche questa integrazione che può rendere più forti i nostri centri”.
Con i sei nuovi riconoscimenti, i distretti presenti in Veneto sono 126 urbani e 65 territoriali. La rete coinvolge quindi sia i centri delle città sia gruppi di Comuni che hanno scelto di collaborare per sostenere il commercio e le attività economiche locali.
“Il riconoscimento dei distretti è un validissimo strumento di governance del commercio: la Regione mette a disposizione un modello, i Comuni costruiscono le strategie applicative, le imprese portano investimenti e capacità. E’ da questa collaborazione che deve nascere un commercio capace di affrontare la concorrenza e di far crescere nei nostri centri urbani“, conclude Bitonci



