Lovisotto: “Non servono soluzioni temporanee fondate sugli ammortizzatori sociali, ma un vero piano industriale fatto di investimenti, produzioni e prospettive di lungo periodo”
Quattro ore di sciopero giovedì 16 luglio per sostenere la mobilitazione dei 28 Comuni dell’Alta Marca Trevigiana in difesa dello stabilimento Electrolux di Susegana. La decisione è stata presa questa mattina dai lavoratori, riuniti in assemblea, dopo l’illustrazione da parte delle organizzazioni sindacali e delle Rsu degli esiti dell’incontro di martedì al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’astensione dal lavoro accompagnerà l’iniziativa in programma alle 18 al teatro Dina Orsi di Conegliano, dove i sindaci del territorio si riuniranno per chiedere garanzie sul futuro del sito produttivo.
“Pur permanendo elementi di forte incertezza, registriamo un primo segnale positivo per lo stabilimento di Susegana, che si differenzia dagli altri siti italiani del gruppo – commenta a margine delle assemblee Alessio Lovisotto, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso -. Nell’incontro è stata infatti prospettata la riallocazione a Susegana di alcune gamme di frigoriferi provenienti dallo stabilimento ungherese recentemente chiuso, per un volume stimato di circa 50 mila pezzi l’anno. Un’operazione che consentirebbe di consolidare la produzione oltre gli attuali 500 mila pezzi annui e rappresenta un primo elemento di attenzione nei confronti del sito trevigiano”.
Un segnale che, secondo la Fim Cisl, non basta però a fugare le preoccupazioni. Restano infatti ancora senza risposta diversi aspetti ritenuti decisivi, a partire dalla gestione degli esuberi e dagli effetti che il piano potrebbe avere sul personale impiegatizio.
“Non sono ancora stati chiariti – sottolinea Lovisotto – gli effetti reali delle misure sugli organici, in particolare sul personale impiegatizio, né sono state definite alcune variabili industriali fondamentali, come gli interventi di efficientamento energetico e le misure di tutela del mercato europeo. Pensiamo, ad esempio, al meccanismo del Cbam, che oggi penalizza aziende come Electrolux, chiamate a sostenere costi sull’importazione dei semilavorati, mentre i prodotti finiti provenienti da Paesi extra Ue continuano a entrare sul mercato europeo senza analoghi oneri”.
Per il sindacato il confronto resta quindi aperto. Il prossimo appuntamento è fissato per il 21 luglio al Mimit, dove è convocato un nuovo tavolo alla presenza del ministro Adolfo Urso. All’inizio di settembre seguirà poi un approfondimento tecnico per definire i dettagli del piano industriale.
“Ci aspettiamo che in quella sede – prosegue Lovisotto – emerga finalmente un quadro chiaro sul nuovo assetto produttivo, sui volumi e sulle prospettive industriali dei diversi stabilimenti. La nostra posizione rimane ferma: non servono soluzioni temporanee fondate sugli ammortizzatori sociali, ma un vero piano industriale fatto di investimenti, produzioni e prospettive di lungo periodo. Solo così si potranno evitare crisi cicliche e garantire un futuro al sito di Susegana e all’intera filiera della componentistica, che coinvolge decine di aziende del territorio, in particolare nei settori della plastica e della metalmeccanica”.
Intanto venerdì 17 luglio, alle 9.30, è previsto un ulteriore incontro promosso dalla Regione Veneto, che sarà dedicato in particolare all’analisi delle conseguenze della crisi sull’indotto e sulle aziende della filiera collegate allo stabilimento di Susegana.



