Il capogruppo di Fdi delinea “un quadro preoccupante” sottolineando la necessità di una “risposta industriale europea”
Il capogruppo di Fratelli d’italia in Regione Veneto, Claudio Borgia, è intervenuto sulla vertenza Electrolux e sulla situazione dello stabilimento trevigiano, dove nelle ultime ore i lavoratori sono tornati a mobilitarsi contro il piano di riorganizzazione della multinazionale.
“È positivo che il ministro Urso abbia deciso di portare in Europa la questione degli elettrodomestici e di chiedere che questo settore venga riconosciuto come strategico. È una posizione che condivido e che deve tradursi rapidamente in misure concrete per difendere la capacità produttiva europea e italiana. La vicenda Electrolux, con i 420 esuberi previsti nello stabilimento di Susegana e il piano complessivo da 1.450 esuberi in Italia, dimostra infatti che non siamo davanti ad una semplice riorganizzazione aziendale, ma ad una questione che riguarda il futuro della nostra industria” dichiara Borgia.
“A Susegana il quadro è particolarmente preoccupante – prosegue il capogruppo – Parliamo di 420 posti di lavoro messi in discussione, 180 tra gli impiegati e 240 tra gli operai, in uno stabilimento che rappresenta un punto di riferimento per il territorio e per una filiera che coinvolge numerose aziende dell’indotto. Non possiamo limitarci a registrare gli esuberi o ad accompagnare una progressiva riduzione delle produzioni. Dobbiamo invece lavorare perché Susegana rimanga un sito produttivo centrale e perché l’azienda presenti un vero piano di rilancio fondato su investimenti, innovazione e prospettive industriali di lungo periodo“.
“Il punto – sottolinea Borgia – è che gli elettrodomestici rappresentano una parte importante della nostra sovranità industriale. La sola fabbricazione di elettrodomestici conta in Italia circa 319 imprese, 24.000 addetti e 9,1 miliardi di euro di fatturato, con quasi il 59% destinato all’export. Se consideriamo l’intera filiera superiamo il mezzo milione di occupati. Numeri che spiegano perché non possiamo considerare questo comparto alla stregua di una qualsiasi attività produttiva“.
Il settore, tuttavia, è sottoposto ad una forte pressione competitiva. Nel 2024 la produzione italiana di elettrodomestici è diminuita del 14%, mentre l’export è sceso del 9,1% in volume, in un contesto segnato dalla debolezza del mercato europeo e dalla crescente concorrenza dei produttori asiatici. “È proprio davanti a questi numeri che serve una risposta industriale europea – sottolinea il capogruppo di Fdi – Se lasciamo che la produzione venga progressivamente spostata fuori dall’Europa perdiamo non soltanto posti di lavoro, ma competenze, know-how, capacità tecnologica e intere filiere. L’Italia non può permettersi di diventare soltanto un mercato di sbocco per prodotti realizzati altrove. Per questo considero importante la scelta del ministro Urso di sollecitare l’Europa, insieme ad altri Paesi, affinché il comparto degli elettrodomestici venga riconosciuto come strategico e possa beneficiare di strumenti adeguati per affrontare la concorrenza internazionale. Il prossimo Consiglio Competitività europeo sarà un passaggio importante e bisogna arrivarci con una posizione forte e condivisa“.
“Anche perché la filiera italiana degli elettrodomestici produce occupazione, genera export, sostiene interi distretti e può avere un ruolo importante anche nella transizione energetica attraverso prodotti sempre più efficienti. Difendere questa industria significa quindi difendere una parte della capacità produttiva del nostro Paese. A Susegana, come negli altri stabilimenti italiani, dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che il ridimensionamento diventi irreversibile. Non possiamo permetterci di perdere capacità produttiva italiana a favore di produzioni extraeuropee” conclude Borgia



