Accolto il ricorso della Fit Cisl Belluno Treviso. Il sindacato: “Riconosciuto il diritto dei lavoratori a un confronto corretto, ma l’azienda continua a rifiutarlo”
Il Tribunale di Venezia ha condannato Arcese al pagamento delle competenze di fine rapporto non corrisposte ai lavoratori e delle relative spese legali, accogliendo il ricorso presentato dalla Fit Cisl Belluno Treviso. La decisione arriva con sentenza del 7 maggio e riguarda la gestione del personale del sito logistico di Paese, dove operano circa una quindicina di lavoratori.
Il passaggio di gestione e le criticità sul Tfr
Fino al 31 luglio 2025 le attività del sito erano affidate alla società Uplog per conto del gruppo Arcese. Dal 1° agosto 2025 la gestione è stata internalizzata e il personale è stato assunto direttamente dall’azienda.
È proprio in questa fase di transizione che, secondo il sindacato, sarebbero emerse le principali criticità. Le competenze di fine rapporto non sarebbero state corrisposte ai dipendenti nei tempi e nei modi previsti, mentre sarebbe stato anche escluso il riconoscimento dell’elemento perequativo previsto dal contratto nazionale, pari all’1,5% della retribuzione.
La vertenza sindacale e lo scontro con l’azienda
La Fit Cisl Belluno Treviso è intervenuta fin da subito contestando la gestione delle somme dovute ai lavoratori e chiedendo l’apertura di un confronto con l’azienda, senza però ottenere riscontri. “Nemmeno due giornate di sciopero sono servite ad aprire un confronto sindacale che, ancora oggi, Arcese continua a rifiutare”, spiega Maurizio Fonti, segretario generale della Fit territoriale.
Il sindacato ha quindi deciso di ricorrere al Tribunale di Venezia, competente per la sede legale della società uscente Uplog, ottenendo il riconoscimento delle somme non versate e la condanna dell’azienda anche al pagamento delle spese legali.
“Non stiamo parlando di cifre particolarmente elevate – commenta Fonti – ma il valore simbolico di questa sentenza è molto importante, perché riafferma il diritto dei lavoratori ad avere un confronto costante e corretto con l’azienda. Un confronto che Arcese non ha mai voluto aprire e che continua a negare anche oggi”.
Le nuove contestazioni sulla sicurezza
Accanto alla vertenza economica, il sindacato solleva anche nuove criticità sul fronte delle relazioni industriali e della sicurezza. Secondo la Fit Cisl, infatti, l’azienda avrebbe recentemente indetto in autonomia le elezioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
“In questi giorni Arcese ha arbitrariamente e illegittimamente indetto le elezioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, sostituendosi di fatto al sindacato. Per questo motivo la Fit Cisl ha già formalmente diffidato l’azienda”, afferma Fonti.
Le prossime mosse
Il sindacato annuncia infine ulteriori azioni legali qualora non dovesse aprirsi un tavolo di confronto. “Nei prossimi giorni – conclude il segretario della Fit – procederemo con una nuova azione per recuperare anche il mancato pagamento dell’indennità maturata dal 1° agosto 2025 in avanti, rispetto alla quale l’azienda è già stata condannata per il periodo precedente”.



