Le consigliere del Pd si esprimono in merito alle deboli misure applicate a temi come i servizi per l’infanzia
Le consigliere regionali del Partito democratico e componenti della commissione per le Politiche sociali, Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto e Monica Sambo, prendono posizione in merito alla risposta ad una loro interrogazione che chiedeva chiarimenti sulle strategie di contrasto alla denatalità e a sostegno dell’occupazione femminile.
“Di fronte all’inverno demografico, all’invecchiamento progressivo della popolazione e a rette per i servizi alla prima infanzia tra le più care d’Italia, la Giunta regionale rivela una gravissima mancanza di visione e di coraggio politico” commentano le consigliere.
“Da questa risposta – evidenzia Bigon, prima firmataria dell’interrogazione – emerge un quadro deficitario. Nonostante uno stanziamento complessivo di 26,71 milioni di euro per il 2025, di cui quasi 9 provenienti dal Fondo statale zero-sei, l’offerta attuale copre solo circa 35.000 posti su un bacino di circa 90.000 bambini, pari al 38% di copertura. Il target europeo di Barcellona del 45% resta un obiettivo lontano se non si accelerano gli investimenti strutturali”.
“Giudichiamo – dichiarano le esponenti dem – poi deboli e simboliche le nuove misure ipotizzate nell’ambito della programmazione triennale. Tra queste spicca il cosiddetto Kit Universale di Benvenuto, un voucher da 250 euro destinato ai nuovi nati. Con una dotazione stimata di appena 500.000 euro all’anno, l’intervento riuscirà a intercettare solamente 2.000 famiglie all’anno. In una regione con decine di migliaia di nascite, si tratta di una goccia nel mare. E non sono iniziative come quella dell’istituzione della ‘Settimana per la Famiglia’, finanziata con 35.000 euro annui, che possono convincere una giovane coppia a mettere al mondo un figlio. Serve la disponibilità di servizi accessibili, forme stabili di sostegno economico e reali garanzie di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro”.

“Il costo dei nidi e dei servizi all’infanzia continua a gravare in modo insostenibile sui bilanci familiari, spingendo ancora troppo spesso le donne ad abbandonare il lavoro dopo la maternità – evidenziano le consigliere -. Continuare a rispondere a questo scenario con interventi tampone, risorse inadeguate e continui annunci di programmazioni dimostra la mancata comprensione della portata reale dell’emergenza“.
“Continueremo a chiedere l’introduzione della gratuità dei nidi o, almeno, il calmieramento delle rette per le fasce medio-basse, oltre al potenziamento dei voucher e un piano massiccio di investimenti sull’occupazione femminile e sui tempi di conciliazione. Le giovani famiglie del Veneto non chiedono mance, ma diritti e servizi pubblici efficaci” concludono Bigon, Luisetto e Sambo.



