La consigliera sostiene che il problema è “segnale di una carenza strutturale di personale che la Regione non può più affrontare con interventi isolati”
La consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete) si esprime in merito alla questione centrale che emerge dal concorso per 84 operatori sociosanitari destinati agli ospedali padovani.
“Il problema non è soltanto quanti OSS assumiamo, ma dove li prendiamo e come garantiamo assistenza a tutte le persone fragili del Veneto”. Un intervento che ritiene necessario, ma che non può essere presentato come la soluzione alla carenza di personale che sta mettendo sotto pressione ospedali e strutture residenziali.
“I numeri parlano chiaro – la consigliera espone le sue riflessioni sulla situazione denunciata da Uripa e riportata dalla stampa – a fronte di 1.770 posti disponibili, i partecipanti effettivi sono stati 1.291. Significa una copertura di circa il 73% e, quindi, una differenza di quasi 480 persone rispetto ai posti messi a disposizione. Non è un dettaglio amministrativo: è il segnale di una carenza strutturale di personale che la Regione non può più affrontare con interventi isolati. Il rischio è spostare il problema sulle RSA“.
“La vera preoccupazione – sottolinea Cendron – è che la ricerca di personale per gli ospedali finisca per aggravare ulteriormente la situazione delle RSA, strutture che rappresentano un pilastro della rete sociosanitaria veneta. Nelle RSA vivono persone anziane, non autosufficienti e fragili, che necessitano di assistenza quotidiana e continuativa. Quando una RSA non riesce a trovare abbastanza OSS, non stiamo parlando semplicemente di un problema di organico, ma dei suoi effetti immediati: diminuzione dei posti nelle RSA effettivamente disponibili, aumento delle liste d’attesa e crescita del peso sulle famiglie e sui servizi sociali dei Comuni”.

“Per questo – continua la consigliera – sarebbe un errore affrontare ospedale e territorio come se fossero due mondi separati. Se assumiamo personale in un comparto impoverendone un altro, non stiamo risolvendo la carenza: la stiamo trasferendo. La Regione dica quanti OSS servono davvero. Pertanto, chiedo quindi alla Giunta regionale un quadro complessivo del fabbisogno di operatori sociosanitari in Veneto, distinguendo ospedali, RSA e servizi territoriali. Non possiamo continuare a rincorrere l’emergenza con concorsi che rischiano di non trovare abbastanza candidati. Occorre capire quanti operatori mancano, perché non si trovano, quali condizioni di lavoro vengono offerte e come si intende rendere attrattivo questo settore“.
“La questione è molto semplice: un posto letto senza personale non è un posto letto realmente disponibile. Vale per l’ospedale e vale per una RSA. La Regione deve assumersi la responsabilità di una programmazione che tenga insieme sanità e sociale. Gli anziani nelle RSA non possono diventare il comparto dimenticato ogni volta che emerge un’emergenza negli ospedali. Servono personale, programmazione e risorse adeguate. Su questo la Giunta regionale deve dare risposte precise, ascoltando le proposte dell’intero Consiglio regionale, composto da maggioranza e minoranza” conclude Cendron.


