La guerra mette sotto pressione le imprese venete: dal Consorzio Ape le prime stime sugli aumenti di gas e elettricità.
La crisi in Medio Oriente torna a colpire il cuore produttivo del Veneto. Con l’escalation della guerra, le imprese artigiane rischiano di trovarsi davanti a una nuova impennata dei costi energetici: secondo una simulazione del Corsozio APE (Consorzio per l’acquisto di energia) di Cna Padova e Rovigo, dal secondo trimeste 2026 elettricità e gas potrebbero aumentare rispettivamente del 58% e del 70%.
Secondo il Consorzio, le piccole imprese vedrebbero aumenti trimestali che vanno dai 350 fino ai 1.459 euro. Il risultato è dato da una simulazione nella quale i costi sono stimati a 16 cent\kWh per l’elettricità e 70 cent\Smc per il gas, valori però che potrebbero addirittura peggiorare se il conflitto dovesse coinvolgere l’intera area del Golfo.
Le tensioni internazionali non stanno solamente spingendo verso l’alto il prezzo dell’energia, ma anche delle materie prime, con trasporti e logistica che risentono dell’instabilità dei corridoi commerciali. Le stime di Cna nazionale parlano di un possibile aggravio di 600 euro annui per ogni famiglia, aumenti confermati anche da altre analisi della Cgia.

“Ci troviamo di fronte ad un contesto in cui questa nuova stangata si aggiunge alle politiche dei dazi degli Stati Uniti e non solo, ad un aumento generalizzato delle materie prime”, spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo, definendo la situazione “una tempesta perfetta“.



