Obiettivo: riconoscere e sostenere una delle forme di agricoltura più caratteristiche e impegnative del territorio. L’assessore Bond: “Patrimonio fatto di fatica, qualità e presidio del territorio”
Il Veneto istituisce l’albo regionale dei vigneti eroici e storici, con l’obiettivo di riconoscere e sostenere una delle forme di agricoltura più caratteristiche e impegnative del territorio. Ad annunciarlo ieri è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, dopo il via libera della Giunta: “Il Veneto compie un passo concreto per riconoscere e sostenere una viticoltura unica al mondo, fatta di fatica, qualità e straordinaria capacità di presidio del territorio. Con l’istituzione dell’Albo regionale dei vigneti eroici e storici diamo attuazione al dettato nazionale e offriamo uno strumento operativo ai nostri viticoltori”.
Si tratta di una realtà diffusa in alcune delle aree più rappresentative della regione, dalla Valpolicella al Soave, da Asolo alle colline di Conegliano e Valdobbiadene, fino ai Monti Lessini e alle isole della laguna di Venezia. Territori dove coltivare la vite significa spesso lavorare su pendii ripidi, terrazzamenti o in condizioni ambientali difficili.
“La viticoltura eroica non è solo una pratica agricola, ma un patrimonio culturale, paesaggistico e sociale – ha sottolineato Bond – parliamo di territori che raccontano la storia e l’identità delle comunità venete e che contribuiscono in modo determinante alla sicurezza idrogeologica dei versanti”.
Il nuovo albo permetterà di censire ufficialmente questi vigneti, dando loro un riconoscimento formale. Potranno iscriversi le aziende che operano in condizioni particolari, come forti pendenze, altitudini elevate o contesti insulari. La richiesta dovrà essere presentata all’agenzia regionale Avepa.
“Non vogliamo introdurre nuovi vincoli, ma garantire opportunità – ha precisato Bond – l’iscrizione all’Albo rappresenterà un riconoscimento utile per l’accesso ai bandi di finanziamento e per la valorizzazione delle produzioni, anche attraverso un futuro marchio nazionale dedicato”.
Proprio il tema del marchio è centrale per la Regione, che punta a rendere questi vini più riconoscibili anche per i consumatori. “È fondamentale arrivare rapidamente all’adozione di un marchio nazionale che renda immediatamente riconoscibili questi prodotti al consumatore – ha affermato – perché acquistare un vino eroico significa anche sostenere l’ambiente, la cura del territorio e la permanenza delle comunità nelle aree più fragili”.
Infine, l’assessore richiama l’attenzione sulle sfide future, a partire dal cambiamento climatico e dall’innovazione tecnologica. “Servono regole più snelle per la manutenzione dei versanti e un’accelerazione sull’utilizzo delle nuove tecnologie come i droni, per i quali confidiamo possa a breve essere promulgato il decreto interministeriale applicativo della norma introdotta a dicembre 2025 che ne consente l’impiego per il prossimo triennio – ha concluso –. La viticoltura eroica è una risorsa strategica e come tale va sostenuta con strumenti adeguati e una visione moderna”.



