Il capogruppo del Movimento 5 Stelle annuncia un’interrogazione urgente alla Giunta regionale dopo le tragedie di Barbarano Mossano e Tribano: “Urge invertire la rotta”
Due morti sul lavoro in appena 24 ore, in due province diverse del Veneto. Prima il giovane operaio rumeno precipitato dal tetto di un’impresa a Barbarano Mossano, nel Vicentino. Poi il 59enne morto a Tribano, nel Padovano, dopo essere rimasto incastrato in un mezzo utilizzato per la raccolta delle barbabietole. Due tragedie che, secondo Flavio Baldan, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale del Veneto, hanno elementi comuni con molti degli incidenti mortali che continuano a verificarsi nei luoghi di lavoro.
Baldan annuncia un’interrogazione urgente alla Giunta regionale e parla di una situazione ormai non più tollerabile. “Ancora due vittime nel lavoro in 24 ore nei cantieri e nei campi del Veneto. È uno stillicidio che non conosce sosta né rallentamento e sempre più spesso presenta caratteri comuni tra i casi fatali. Ovvero cadute da grandi altezze, oppure investimenti o ribaltamenti di macchine. Non è più possibile tirare avanti e far finta di niente, mentre ci troviamo ad aggiornare la tragica conta”.
Nel mirino del consigliere regionale ci sono soprattutto la prevenzione e i controlli nei luoghi di lavoro. Baldan riferisce di aver ricevuto segnalazioni relative a lavoratori privi dei dispositivi di protezione individuale, in particolare nei cantieri e nelle situazioni in cui vengono svolte attività in quota. “Ogni giorno – spiega il consigliere – riceviamo segnalazioni, sparse in tutto il territorio, di operai che non indossano dispositivi di protezione individuale mentre salgono le impalcature, o si trovano a lavorare in contesti inclinati. Caschi e imbragature paiono essere diventati optional, non imposti dal datore di lavoro e spesso nemmeno richiesti dal personale. A volte queste segnalazioni sono state inoltrate agli Spisal di competenza, ma non risultano azioni significative in proposito, volte a sanzionare i cantieri dove la prevenzione non è di casa o a far rispettare le norme vigenti. E questo succede perché gli stessi Spisal, in capo alle ULSS venete, sono drammaticamente a corto di ispettori e ispettrici, oltre che di risorse economiche per poter meglio svolgere la loro funzione necessaria”.
Da qui la richiesta alla Regione di intervenire rapidamente sul personale impegnato nei controlli. Baldan annuncia che nell’interrogazione chiederà agli assessori alla Sanità, Gino Gerosa, e al Lavoro, Lucas Pavanetto, se la Giunta sia intenzionata a mettere a disposizione nuove risorse per assumere tecnici specializzati nella prevenzione degli infortuni. “Chiederò, pertanto, agli assessori alla Sanità, Gino Gerosa, e al Lavoro, Lucas Pavanetto, se la Giunta intende stanziare nuovi fondi per l’arruolamento urgente di tecnici specializzati nella prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, recuperando finanziamenti anche prima della futura sessione di bilancio: continuiamo a essere la seconda regione per morti nei luoghi del lavoro e in itinere, con un incremento del 16% rispetto al 2025. Una strage. Dal 2018, quando è stato siglato il Patto per la sicurezza, attendiamo l’assunzione di 60 unità operative, da dislocare nei territori secondo la pianta organica. Urge invertire la rotta rispetto agli emendamenti bocciati in questi anni, e garantire agli Spisal il massimo dell’operatività per effettuare controlli random a campione“, conclude Flavio Baldan.



