La tragedia nel Vicentino, il giovane era dipendente di una ditta esterna impegnata nei lavori alla Zincol Italia. Uil Veneto: “È intollerabile”. Luisetto e Dalla Pozza: “Non possiamo limitarci al cordoglio”
È morto a soli 20 anni, dopo essere precipitato da un tetto mentre stava lavorando. È quanto accaduto ieri a Barbarano Mossano, nel Vicentino, dove un giovane operaio rumeno, dipendente di una ditta esterna, era impegnato in alcuni lavori sul tetto della Zincol Italia.
Una caduta dall’alto che non gli ha lasciato scampo e che riporta ancora una volta in primo piano il tema della sicurezza sul lavoro. Gli accertamenti dovranno ora ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.
Luisetto e Dalla Pozza: “Ogni morte sul lavoro chiama le istituzioni ad una responsabilità precisa“
La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo politico e sindacale veneto. “La notizia della morte del giovane operaio avvenuta ieri a Barbarano Mossano ci lascia sgomenti. Un ragazzo ha perso la vita mentre stava lavorando e, prima di ogni altra considerazione, il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia, ai suoi affetti e ai colleghi, colpiti da una tragedia terribile”. A dirlo sono Chiara Luisetto, componente della VI Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Veneto, e Antonio Marco Dalla Pozza, vicecapogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale.
I due consiglieri invitano però a non fermarsi al cordoglio e chiedono alle istituzioni di rafforzare gli interventi per prevenire gli incidenti.“Saranno gli accertamenti a ricostruire con precisione quanto accaduto e ogni eventuale responsabilità. Ma davanti all’ennesima vita spezzata sul lavoro non possiamo limitarci al cordoglio – sottolineano i consiglieri -. Ogni morte sul lavoro chiama le istituzioni ad una responsabilità precisa: fare tutto ciò che è possibile perché lavorare non significhi mettere a rischio la propria vita”.
Al centro della loro presa di posizione ci sono soprattutto prevenzione, formazione e controlli, insieme alle risorse destinate ai servizi che si occupano di sicurezza. “La sicurezza non può essere considerata un costo o un semplice adempimento burocratico. Servono prevenzione, formazione continua, controlli efficaci e risorse adeguate a chi quei controlli deve garantirli, pensiamo solo ai tagli subiti dagli organici degli Spisal o al disinvestimento nei corsi di formazione su cui invece bisogna che la Regione torni ad investire con forza. Serve soprattutto una cultura della sicurezza che coinvolga istituzioni, imprese e lavoratori e che diventi parte irrinunciabile dell’organizzazione del lavoro. Il Vicentino è un territorio che ha costruito una parte importante della propria identità sul lavoro e sulla capacità produttiva. Proprio per questo dobbiamo pretendere che la dignità e la tutela di chi lavora vengano prima di tutto. Investire sulla sicurezza – ribadiscono i consiglieri – significa investire sulle persone e sulla qualità stessa del nostro sistema produttivo. Non possiamo abituarci a tragedie come quella di oggi. Alla famiglia di questo giovane lavoratore esprimiamo il nostro cordoglio più profondo e tutta la nostra vicinanza in un momento di dolore che le parole possono soltanto accompagnare.“
Uil Veneto: “Dopo due gravi incidenti sul lavoro in 48 ore, la notizia di una caduta mortale”
Parole dure arrivano anche dalla Uil Veneto, che collega la tragedia di Barbarano Mossano ai due gravi incidenti sul lavoro avvenuti nelle 48 ore precedenti nel Padovano e richiama in particolare il problema delle cadute dall’alto. “Eravamo stati facili profeti, purtroppo. Dopo due gravi incidenti sul lavoro, nelle ultime 48 ore, arriva la notizia di una caduta mortale – dichiarano il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo e il coordinatore regionale della Uilm Veneto, Carlo Biasin –. È intollerabile, le cadute dall’alto possono essere evitate: basta legarsi, basta usare i dispositivi di protezione. Non possiamo più accettare questo modo di lavorare, che non tiene conto della vita umana e della sicurezza sul lavoro. In questo momento ci stringiamo ai familiari e ai colleghi del ventenne morto: nei prossimi giorni valuteremo ogni genere di iniziativa all’interno dell’azienda per esprimere la nostra indignazione”.


