Fit Cisl, Fp Cgil, Uiltrasporti e Fiadel denunciano “carichi insostenibili” e reperibilità estesa. Possibile sciopero senza un accordo con l’azienda
Stato di agitazione e possibile sciopero per i lavoratori di Contarina. Fit Cisl, Fp Cgil, Uiltrasporti e Fiadel hanno chiesto la convocazione in Prefettura per avviare le procedure previste dalla legge, primo passo verso la proclamazione dello sciopero in assenza di un’intesa con l’azienda.
Alla base della protesta ci sono l’estensione della reperibilità a gran parte del personale, la nuova organizzazione dei turni su quattro giorni e le difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavoro. La decisione è arrivata dopo le assemblee sindacali della scorsa settimana, nelle quali i lavoratori hanno dato mandato alle sigle di avviare la mobilitazione.
La vertenza riguarda oltre 700 dipendenti della società pubblica che gestisce il servizio rifiuti nei 49 Comuni del Consiglio di Bacino Priula. “Si tratta di una realtà che, per dimensioni e natura pubblica, dovrebbe rappresentare un modello positivo di relazioni industriali e attenzione al personale – sottolinea Maurizio Fonti, segretario generale della Fit Cisl Belluno Treviso –. Invece registriamo una crescente rigidità aziendale, con una gestione che si limita a un’applicazione restrittiva del contratto nazionale senza lasciare spazi reali alla contrattazione di secondo livello”.
Nel mirino dei sindacati c’è soprattutto la riorganizzazione del servizio in alcuni Comuni del territorio (Borso del Grappa, Monfumo, Castelcucco e Cavaso del Tomba), dove Contarina ha introdotto un modello operativo su quattro giorni invece che su cinque o sei. Secondo le organizzazioni sindacali, questa scelta avrebbe aumentato in modo significativo i carichi di lavoro, con giornate che superano le nove ore previste dal contratto nazionale.
“Una scelta unilaterale che abbiamo contestato da subito, perché scarica il peso dell’organizzazione sui lavoratori senza alcuna reale condivisione”, spiega Fonti.
A pesare sul confronto è anche la decisione dell’azienda di ampliare la reperibilità a quasi tutto il personale e a servizi che, secondo i sindacati, non avrebbero carattere di urgenza o imprevedibilità. “Abbiamo evidenziato fin da subito – spiega Fonti – il forte impatto che una misura di questo tipo avrebbe sulla qualità della vita delle persone. I lavoratori di Contarina operano già in condizioni gravose, con difficoltà nella programmazione delle ferie, lavoro festivo e attività quotidiane fisicamente impegnative. A questo si aggiunge ora una reperibilità generalizzata che rischia di compromettere ulteriormente l’equilibrio tra vita privata e lavorativa”.
Nel corso della trattativa i sindacati avevano chiesto anche un riconoscimento economico aggiuntivo, senza però ottenere aperture da parte dell’azienda. Il confronto si è quindi chiuso senza accordo e Contarina avrebbe confermato la volontà di portare avanti il nuovo assetto organizzativo.
Secondo le sigle sindacali, il rischio è quello di aggravare il malcontento interno in un momento in cui sempre più dipendenti starebbero lasciando l’azienda per realtà considerate meno pesanti dal punto di vista organizzativo e più convenienti sotto il profilo economico.
“Non siamo più disponibili – conclude Fonti – a limitarci a prendere atto di decisioni già assunte. Le relazioni sindacali devono tornare a essere uno spazio reale di confronto. La qualità dei servizi passa anche dalla qualità del lavoro e dal rispetto delle persone che ogni giorno li garantiscono”.



