Duecentomila euro per gli investimenti e 100 mila per le spese correnti. Venturini: “Servono monitoraggio, capacità operativa sul territorio, coordinamento e strumenti adeguati”
La Regione del Veneto mette a disposizione 300 mila euro per rafforzare le attività di contenimento dei cinghiali nel territorio del Parco regionale dei Colli Euganei. Le risorse serviranno a proseguire e potenziare le operazioni di controllo della presenza degli animali, considerate una questione che coinvolge la tutela dell’ambiente, le attività agricole e la sicurezza delle persone.
Il finanziamento è previsto da un provvedimento approvato dalla Giunta regionale e riguarda il Piano delle attività 2026 predisposto dall’Ente Parco. Dei 300 mila euro complessivi, 200 mila saranno destinati agli investimenti, mentre 100 mila serviranno a coprire le spese correnti necessarie per le operazioni di controllo.
“La presenza dei cinghiali nei Colli Euganei continua a rappresentare un problema concreto che riguarda contemporaneamente la tutela dell’ambiente, le attività agricole e la sicurezza delle persone – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Parchi, Elisa Venturini –. Con questi 300 mila euro diamo al Parco strumenti e risorse per rendere ancora più efficace un’attività che deve essere portata avanti con continuità, organizzazione e una programmazione precisa”.
Tra gli interventi previsti dal Piano ci sono l’acquisto di un nuovo pick-up e l’installazione di nuovi dissuasori lungo i tratti maggiormente a rischio dell’anello ciclabile dei Colli Euganei. Sono inoltre previsti il rinnovo delle strutture di cattura, l’acquisto di attrezzature tecniche e ulteriori fototrappole per monitorare la fauna.
Una parte dei fondi sarà destinata, tra le altre attività, ai centri di stoccaggio e alla manutenzione del software utilizzato per programmare e tracciare le operazioni di controllo. “Vogliamo valorizzare tutte le forze che possono contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi – prosegue Venturini –. E’ anche importante l’apporto dei selecontrollori. È necessario che il loro contributo sia organizzato, coordinato e inserito nella programmazione degli interventi, perché di fronte a un fenomeno di queste dimensioni occorre mettere a sistema tutte le risorse disponibili sul territorio”.
Il Piano dedica attenzione anche alla sicurezza lungo le strade e i percorsi frequentati da cittadini e visitatori. Tra gli obiettivi ci sono inoltre la riduzione dei danni alle coltivazioni e all’ambiente naturale.
Le attività previste rientrano anche nelle azioni di prevenzione e contrasto alla Peste Suina Africana indicate dalla programmazione nazionale e regionale. “Non si tratta semplicemente di ridurre il numero degli animali – conclude Venturini – ma di intervenire su uno squilibrio che negli anni ha prodotto conseguenze sempre più evidenti. Servono monitoraggio, capacità operativa sul territorio, coordinamento e strumenti adeguati. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini, visti gli incidenti stradali, tutelare un ambiente straordinario come quello dei Colli Euganei e, nello stesso tempo, dare risposte agli agricoltori e a Comuni e cittadini che da tempo segnalano questa criticità”.
Il Piano delle attività 2026 è stato approvato dal Consiglio direttivo del Parco il 28 luglio scorso. Il documento rafforza le attività sviluppate negli ultimi anni e tiene conto delle indicazioni contenute nel Piano regionale per la gestione, il controllo e l’eradicazione della Peste Suina Africana.



