Nel Delta del Po inaugurato il sistema di intercettazione e raccolta dei rifiuti fluviali realizzato nell’ambito del progetto europeo INSPIRE. Venturini: “Dobbiamo soprattutto impedire che ci arrivino”
È stato inaugurato oggi a Porto Viro il nuovo impianto per l’intercettazione e la raccolta dei rifiuti fluviali installato nel Delta del Po. Il sistema nasce nell’ambito del progetto europeo INSPIRE ed è stato realizzato con il cofinanziamento della Regione del Veneto.
L’obiettivo è chiaro: fermare plastica e altri rifiuti lungo i corsi d’acqua prima che raggiungano il mare. Un intervento che punta quindi a contrastare il problema direttamente alla fonte, attraverso prevenzione, innovazione e ricerca.
“Intercettare plastica e altri rifiuti lungo i corsi d’acqua, prima che possano raggiungere il mare, significa intervenire alla fonte del problema. È un approccio concreto alla tutela ambientale, che mette insieme prevenzione, innovazione e ricerca e che la Regione del Veneto ha scelto di sostenere”, dichiara Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto.
L’impianto ferma-rifiuti
L’impianto è stato realizzato nell’ambito del progetto Horizon Europe INSPIRE, coordinato dal Flanders Marine Institute, con il coinvolgimento dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR). L’intervento ha inoltre beneficiato del cofinanziamento della Regione del Veneto nell’ambito dell’iniziativa regionale “River Cleaning”, coordinata da Venice Lagoon Plastic Free.
Il funzionamento del sistema si basa sull’intercettazione dei rifiuti trasportati dall’acqua prima che possano arrivare in mare. L’azione si sviluppa lungo il percorso che dalla rete fluviale conduce fino alla foce, con un ruolo particolarmente importante in un’area come il Delta del Po, considerata uno degli ecosistemi più preziosi e delicati del Veneto.
“La collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e realtà impegnate sul territorio – sottolinea Venturini – è fondamentale per trasformare gli obiettivi ambientali in azioni concrete. Proteggere i nostri fiumi significa proteggere anche il Delta e l’Adriatico. Con questo progetto interveniamo prima che il rifiuto si disperda nell’ambiente marino, dove il recupero diventa inevitabilmente più difficile“.
L’iniziativa si inserisce anche nel percorso della Missione europea “Restore our Ocean and Waters by 2030”, che ha l’obiettivo di tutelare e ripristinare gli ecosistemi acquatici attraverso la ricerca, l’innovazione e interventi concreti sul territorio.
“Il Delta del Po – conclude Venturini – può diventare anche un luogo nel quale sperimentare soluzioni innovative e buone pratiche da replicare in altre realtà. La lotta all’inquinamento da plastica non può limitarsi alla raccolta dei rifiuti quando sono già arrivati in mare: dobbiamo soprattutto impedire che ci arrivino. È questa la logica della prevenzione sulla quale vogliamo continuare a investire“.



