I due episodi si sono verificati il 2 e il 10 settembre, la vicesindaca Zaccariotto: “La tutela dei cittadini richiede un’azione continua sul territorio“
Nell’ultima settimana la squadra antiborseggio della polizia locale di Venezia ha colto in flagranza di reato cinque borseggiatori all’imbarcadero della stazione Santa Lucia e tre borseggiatrici, nella zona di San Marco: tutti e otto i soggetti già noti per la commissione di reati contro il patrimonio.
2 settembre, il primo episodio
Nella serata dello scorso 2 settembre, poco dopo le ore 22.00, la squadra antiborseggio del Corpo, in abiti civili, ha individuato un gruppo di cinque persone, quattro uomini e una donna, nei pressi dell’imbarcadero Actv (linee 1 e 2) della stazione ferroviaria di Santa Lucia. Gran parte dei componenti del gruppo era già stata colta in flagranza per un analogo episodio avvenuto la settimana precedente in piazzale Roma. Gli agenti, posizionati a breve distanza, hanno osservato l’azione criminosa del gruppo ai danni di una coppia di turisti statunitensi. Dopo aver distratto la coppia durante la fase d’acquisto dei biglietti, i cinque hanno seguito i turisti fino ai tornelli d’accesso. Qui, simulando di prestare aiuto, i sospetti hanno timbrato il titolo di viaggio al posto della coppia facilitando l’ingresso della donna, per poi accerchiare l’uomo continuando a fornirgli indicazioni per distoglierne l’attenzione.
Durante la fase di distrazione, uno dei quattro uomini ha introdotto la mano nella tasca posteriore dei pantaloni della vittima per rubarne il portafogli, coprendo i propri movimenti con uno zaino. L’intervento immediato della pattuglia ha interrotto la condotta criminosa e consentito di fermare tutti e cinque gli individui. Il turista ha successivamente seguito gli operatori presso gli uffici per sporgere formale denuncia-querela. I cinque soggetti sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di tentato furto pluriaggravato in concorso aggravato.
10 settembre, il secondo episodio
Nel tardo pomeriggio del 10 settembre, a seguito di diverse segnalazioni pervenute dai commercianti della zona riguardo alla presenza di persone sospette, la pattuglia antiborseggio si è diretta nel centro storico di Venezia in zona Frezzeria. Sul posto, gli agenti in abiti civili hanno rintracciato e riconosciuto tre donne di origine bosniaca (rispettivamente una maggiorenne, una minorenne e una minore non imputabile per età). Tutte e tre risultavano note in quanto già identificate e colte in flagranza di reato in molteplici occasioni per furti con destrezza compiuti nel centro storico veneziano nell’ultimo anno.
Gli operatori hanno quindi avviato un pedinamento a distanza durato fino al momento in cui il terzetto ha intercettato due potenziali vittime, ovvero una coppia di turiste provenienti da Calle Frezzaria e dirette in Calle Vallaresso, focalizzando l’attenzione su una donna che portava una borsa a tracolla. Giunte di fronte al negozio “Dior” le tre sospette sono entrate in azione con una tecnica ben collaudata: le due minori a ridosso della vittima (turista americana), mentre la terza pochi passi più indietro con mansioni di “palo” per monitorare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Gli agenti, posizionati a distanza ravvicinata, hanno osservato una delle borseggiatrici minori aprire la clip della borsa della turista, inserirvi la mano all’interno e prendere con una mossa fulminea il portafogli. In quel momento gli operatori sono intervenuti qualificandosi e bloccando le tre donne. La vittima, constatata l’apertura della borsa e la mancanza del portafogli, ha seguito gli agenti per sporgere formale denuncia. La borseggiatrice maggiorenne è inoltre stata segnalata anche per la violazione del foglio di via.
Le parole della vicesindaco e assessore alla Sicurezza urbana, Francesca Zaccariotto

“Questi interventi dimostrano il grande impegno quotidiano della nostra Polizia Locale, presente nelle calli, nelle strade e nei luoghi maggiormente frequentati della città con un’attività costante di prevenzione e contrasto ai reati predatori. Il lavoro degli agenti è fondamentale, ma da solo non può bastare. Serve anche un impianto normativo efficace, che metta le forze dell’ordine nelle condizioni di operare con strumenti adeguati e garantisca la certezza della pena nei confronti di chi viene riconosciuto responsabile di questi reati, soprattutto quando si tratta di soggetti recidivi. La tutela di residenti, lavoratori e visitatori richiede un’azione continua sul territorio e regole capaci di rendere realmente efficace il lavoro svolto ogni giorno“.



