L’assessore alla Sanità esclude, allo stato attuale, lo spostamento di Consultorio, CUP e Centro prelievi nella nuova Casa della Comunità di Marghera. La consigliera Pd: “Ripensare i servizi di prossimità deve significare rafforzarli, non concentrarli”
“Prendiamo positivamente atto della risposta ufficiale dell’assessore alla Sanità alla mia interrogazione: allo stato attuale non è previsto alcun trasferimento del Consultorio familiare, del CUP e del Centro prelievi da Chirignago-Zelarino alla nuova Casa della Comunità di Marghera, né la riduzione delle attività nella sede attuale”. A dirlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Monica Sambo, a margine del dibattito in Aula con l’assessore alla Sanità.
La risposta, però, non basta a fugare le preoccupazioni della consigliera dem. Al centro dell’attenzione c’è infatti il futuro dell’intera rete dei servizi territoriali, dopo che l’assessore Gerosa ha annunciato la volontà di intervenire sull’organizzazione complessiva dei presidi.
“Non vorremmo che questo riassetto diventasse la premessa per un progressivo depotenziamento dei presidi di quartiere attraverso accorpamenti o tagli – sottolinea Sambo -. Ripensare i servizi di prossimità deve significare rafforzarli, non concentrarli in poche strutture centralizzate rendendoli meno accessibili, soprattutto per gli anziani e le fasce fragili. Su questo vigileremo con estrema attenzione”.
Sambo allarga quindi il quadro alla situazione dei consultori in tutto il Veneto, sottolineando quella che definisce una carenza strutturale della rete. “I numeri evidenziano una carenza strutturale grave: in Regione contiamo in media un consultorio ogni 45-46 mila abitanti, a fronte dello standard normativo che ne prevede uno ogni 20 mila e uno ogni 10 mila per le aree interne. Parliamo di una rete dimezzata rispetto ai bisogni reali, che non può permettersi ulteriori riduzioni”.
Particolare attenzione viene rivolta al territorio veneziano, “dove si assiste a una continua frammentazione dell’offerta e alla carenza di personale – spiega la consigliera -. A Favaro Veneto l’utenza ginecologica e della fascia 0-1 anno è stata di fatto dislocata a Marcon, spezzando l’unitarietà della presa in carico. A Venezia centro storico e al Lido il pensionamento di una ginecologa ha portato a un taglio e alla ridistribuzione delle ore disponibili, e una contrazione analoga dell’orario si registra tra Mestre e Marghera. Non solo: una preoccupante scopertura riguarda anche il fronte dei servizi psicologici e della assistenza sociale, dove i consultori non riescono a far fronte alle reali necessità del territorio, sia per quanto concerne la terraferma che per Venezia centro storico e Lido”.
Per fare chiarezza sulla situazione, Sambo annuncia infine una nuova iniziativa in Consiglio regionale, questa volta dedicata in modo specifico alla rete consultoriale veneziana. “Per fare piena luce su questa situazione, presenterò una nuova interrogazione. Chiederò alla Giunta dati precisi sull’organico effettivamente in servizio, sulle ore garantite, sulle prestazioni ridotte o trasferite negli ultimi anni e sulle azioni concrete previste per potenziare presidi fondamentali per la salute delle donne, la maternità, la salute sessuale e il sostegno alle famiglie”, conclude Sambo.



