Il presidente di Confartigianato sottolinea il “periodo delicato per le Pmi venete che stanno già subendo una contrazione dei finanziamenti più forte rispetto alla media nazionale”
Il nuovo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento deciso dalla Bce – Banca centrale europea – aggiunge pressione sulle imprese, in particolare sulle micro e piccole aziende, che stanno già facendo i conti con una contrazione dei finanziamenti.
In Veneto, a marzo 2026, i prestiti alle piccole e medie imprese (Pmi) sono diminuiti del 5,5% su base annua, un calo più marcato rispetto alla media nazionale del 4,3% e alla contrazione dell’1,8% registrata dal totale delle imprese in Veneto. Nel confronto con le principali regioni manifatturiere, il Veneto fa peggio di Lombardia (-4%) ed Emilia-Romagna (-4,3%) e registra una contrazione inferiore soltanto a quella di Toscana, Liguria , Marche e Valle d’Aosta.
Il peggioramento è evidente anche guardando all’andamento degli ultimi mesi: a dicembre 2025 i prestiti alle PMI venete erano già diminuiti del 4,9% su base annua, contro il -2,8% del totale delle imprese. Nello stesso anno, le micro e piccole imprese italiane hanno investito 42,7 miliardi di euro in macchinari; il 69,4% ha investito in almeno un ambito della transizione digitale e il 21% in tecnologie green.
“Il nuovo rialzo dei tassi BCE arriva in un momento particolarmente delicato per le nostre imprese – sottolinea Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato imprese Veneto -. Il costo del credito è già salito al 3,86%, con un aumento di 37 punti base in quattro mesi e di 223 punti base rispetto a giugno 2022. Il dato sul credito ci dice che le PMI venete stanno già subendo una contrazione dei finanziamenti più forte rispetto alla media nazionale e ad altre grandi regioni manifatturiere. Per questo riteniamo sbagliato un ulteriore aumento dei tassi in questa fase: rischia di frenare ancora di più la domanda di credito e gli investimenti delle micro e piccole imprese”.
Proprio sul fronte dell’accesso al credito, la Regione del Veneto ha recentemente rafforzato gli strumenti a disposizione delle imprese, integrando di 10 milioni di euro la dotazione della sezione speciale Regione Veneto del Fondo di garanzia per le Pmi, che raggiunge così una disponibilità complessiva di 63 milioni di euro.

Per Boschetto “è un intervento positivo e nella direzione giusta, perché in una fase come questa gli strumenti di garanzia possono fare la differenza soprattutto per le imprese più piccole. I numeri ci dicono però che la domanda di credito resta sotto pressione e che il Veneto sta facendo peggio di altre grandi regioni manifatturiere. Per questo è importante continuare a rafforzare tutti gli strumenti che possono facilitare l’accesso ai finanziamenti e accompagnare le imprese negli investimenti”.
“Guardiamo con preoccupazione ai dati nazionali che certificano un rallentamento proprio sul fronte degli investimenti in macchinari – aggiunge il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – : nel secondo trimestre del 2026 sono diminuiti del 2,3% rispetto al trimestre precedente e sono cresciuti solo dell’1,2% su base annua, in forte decelerazione rispetto al +6,4% del primo trimestre”.
“La stretta sul credito va quindi monitorata con particolare attenzione: stabilità dei prezzi e sostegno alla crescita devono procedere insieme. Comprendiamo la necessità di mantenere sotto controllo l’inflazione, ma in questa fase dobbiamo evitare che il costo del denaro diventi un freno agli investimenti. Il Veneto vive di piccole imprese che hanno bisogno di credito per crescere, innovare e competere: sostenerne l’accesso ai finanziamenti significa sostenere la produttività e la competitività dell’intero sistema economico regionale” conclude Boschetto.



