La piccola era arrivata a Treviso dopo un episodio di soffocamento avvenuto durante una vacanza in Albania. L’équipe dell’ospedale ha rimosso sei frammenti della nocciola con un intervento durato oltre un’ora e mezza
Una nocciola rimasta nei bronchi per circa due settimane, un’infiammazione che aveva ristretto ulteriormente le vie respiratorie e un intervento particolarmente delicato. È la storia di una bambina di appena 20 mesi, arrivata al Ca’ Foncello di Treviso dopo un episodio di soffocamento avvenuto durante una vacanza in Albania e salvata dall’équipe dell’ospedale trevigiano.
La nocciola, rimasta nei bronchi per giorni, si era ormai frammentata in sei parti. L’infiammazione provocata dalla presenza del corpo estraneo aveva inoltre ristretto il bronco, rendendo ancora più difficile e rischiosa la sua rimozione. Nonostante la complessità della situazione, l’intervento si è concluso con successo: dopo oltre un’ora e mezza di lavoro, i medici sono riusciti a estrarre tutti i frammenti. La bambina è stata poi dimessa completamente guarita.
“Una bellissima testimonianza della competenza dei nostri operatori sanitari”
La vicenda, resa nota dall’Ulss 2 Marca Trevigiana, ha suscitato il plauso del capogruppo della Lega-Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto, Riccardo Barbisan, che ha voluto ringraziare i professionisti coinvolti.
“La storia della piccola paziente salvata al Ca’ Foncello di Treviso è una bellissima testimonianza della professionalità e della competenza dei nostri operatori sanitari – ha affermato Barbisan -. Desidero rivolgere un ringraziamento sincero al dottor Massimo Sonego e a tutta l’équipe che ha reso possibile questo intervento, al dottor Carlo Cattelan, alla dottoressa Nicoletta Toppan, agli infermieri Egidio Berto, Paola Romano e Federico Mattarollo, così come al dottor Mario Ferro per il prezioso supporto pediatrico. Sono professionisti che, in una situazione estremamente delicata, hanno saputo mettere in campo competenza, esperienza e grande capacità di lavorare insieme”.
Il caso riporta anche l’attenzione sul rischio di soffocamento nei bambini molto piccoli. La frutta secca, in particolare, può diventare pericolosa se consumata senza le necessarie precauzioni e nelle forme non adatte all’età. “Questa vicenda – ha spiegato il consigliere – ci ricorda anche quanto sia importante la prevenzione, soprattutto quando si parla di bambini molto piccoli. Un alimento apparentemente innocuo come una nocciola può trasformarsi in un pericolo gravissimo se non viene proposto nella forma adeguata. È fondamentale che le famiglie siano informate e seguano le indicazioni dei pediatri”.
“Il risultato ottenuto al Ca’ Foncello – ha poi concluso il capogruppo leghista – è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità. Quando una struttura sanitaria riesce ad affrontare con successo casi così complessi, grazie a professionalità altamente specializzate e alla collaborazione tra diverse competenze, dimostra concretamente il valore della sanità veneta. A tutti gli operatori coinvolti va il nostro grazie e, soprattutto, il riconoscimento per aver contribuito a restituire alla sua famiglia una bambina completamente guarita”.



