La proposta del capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra: utilizzare la cava di calcare tra Orgiano e Alonte per creare un bacino di accumulo, con un ulteriore milione di metri cubi destinato alla laminazione delle piene
Un invaso da sei milioni di metri cubi d’acqua nella cava di calcare tra Orgiano e Alonte, nel Vicentino, per fronteggiare la siccità e garantire una maggiore disponibilità idrica all’agricoltura dei Colli Berici. È la proposta contenuta in una mozione presentata in Consiglio regionale dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che chiede alla Giunta del Veneto di avviare il percorso per la realizzazione dell’opera.
L’idea è quella di sfruttare il bacino della cava di calcare Orgiano, la cui attività estrattiva risulta da anni di fatto cessata, evitando così di consumare nuovo suolo per costruire un invaso ex novo. Completando l’escavazione, secondo la proposta, sarebbe possibile arrivare a una capacità di circa sei milioni di metri cubi d’acqua. A questi si aggiungerebbe un ulteriore milione di metri cubi utilizzabile come bacino di laminazione in caso di precipitazioni particolarmente intense.
“Anche quest’anno il Veneto è entrato in stato in emergenza per la siccità, con un deficit idrologico del 28% – spiega Cunegato, illustrando la sua proposta -. Il cambiamento climatico sta modificando il regime delle precipitazioni e da anni gli esperti ripetono che alla mitigazione va affiancato l’adattamento: in agricoltura, adattamento significa capacità di accumulo. Nella cava tra Orgiano e Alonte in provincia di Vicenza, completando l’escavazione, si potrebbero invasare sei milioni di metri cubi d’acqua, con un ulteriore milione di metri cubi come bacino di laminazione in caso di precipitazioni intense. Si tratta di un’opera che il sindaco di Alonte, Luigi Tassoni, chiede da anni e che la Regione ha già inserito, su proposta del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, nel quadro conoscitivo sui bacini di accumulo approvato nel febbraio 2023“.
“Il ragionamento è semplice – prosegue il consigliere -: un bacino di cava esaurito consente di realizzare un invaso senza consumare altro suolo, a costi molto inferiori rispetto a un’opera ex novo, garantendo l’acqua all’agricoltura dei Colli Berici in un’area in cui la falda è compromessa dai PFAS. Chiediamo alla Giunta di attivarsi per la realizzazione dell’opera, convocando anzitutto un tavolo tecnico con i due Comuni, il Consorzio di Bonifica e l’Autorità di bacino, individuando i finanziamenti nazionali ed europei disponibili”.
“Abbiamo appena attraversato l’ennesima emergenza siccità: agire ora significa non farsi trovare impreparati nel prossimo futuro”, conclude Cunegato.
La mozione in breve
La mozione impegna quindi la Giunta regionale a valutare e avviare concretamente il progetto, partendo dal confronto con i Comuni di Orgiano e Alonte, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e l’Autorità di bacino. Un passaggio che dovrebbe servire anche a individuare le risorse necessarie, comprese quelle disponibili attraverso finanziamenti nazionali ed europei.
L’area della cava era già stata inserita dalla Regione nel quadro conoscitivo dedicato ai possibili bacini di accumulo, approvato nel febbraio 2023 su proposta del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. Per Cunegato, dunque, esiste già una base da cui partire per trasformare l’ipotesi dell’invaso in un progetto concreto.



