La consigliera fa riferimento alla “richiesta della giunta di ridurre il personale anche attraverso il ricorso dell’intelligenza artificiale”
La consigliera regionale del Partito democratico e vicepresidente della commissione Lavoro, Monica Sambo, commenta la decisione della Regione Veneto di usare l’innovazione digitale come strumento per cancellare il lavoro anziché migliorarlo.
“Sembra quasi che la Regione voglia essere la prima in Italia per sostituzione di lavoratori tramite intelligenza artificiale, invece che per la qualità del lavoro pubblico. Una scelta sbagliata che richiama una riflessione seria anche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, e che chiarisca anche i profili di legittimità e di tutela della privacy legati all’utilizzo di uno strumento del genere sugli atti e sui processi amministrativi. Il riferimento è alla richiesta della Giunta regionale ai direttori di Area di individuare ‘azioni di razionalizzazione organizzativa’ in vista di una ‘forte contrazione del turn-over’, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il personale anche attraverso il ricorso all’intelligenza artificiale”, commenta Sambo.

“Come è emerso più volte, – ribadisce la consigliera – il numero dei dipendenti regionali in Veneto è ampiamente sottodimensionato rispetto alle altre Regioni. Se nonostante questo la Regione arriva a pensare di non sostituire nemmeno qualche decina di lavoratori, vuol dire che si sta raschiando il barile e che il bilancio regionale è in grande difficoltà“.
“L’assessore Bitonci aveva lanciato la sburocratizzazione e adesso scopriamo che si risolve in meno personale. È la più classica delle scelte che non prevede alcuna riflessione su cosa il Veneto vuole fare della propria macchina amministrativa. Il paradosso è che la Regione chiede maggiori competenze con l’Autonomia e pensa di poterle svolgere addirittura con meno personale. Evidentemente anche qui si riconosce che si tratta di una finta autonomia, che non porterà alcuna reale competenza aggiuntiva. Se la Regione vuole riorganizzare la macchina amministrativa, presenti un vero piano al Consiglio regionale, che metta al centro la qualità dell’azione amministrativa e un rafforzamento numerico della macchina regionale, non il suo progressivo svuotamento” conclude Sambo.



