L’incidente questa mattina in un terreno agricolo di località San Luca. Inutili i soccorsi, sul posto anche Carabinieri e Spisal
È rimasto incastrato all’interno di un mezzo utilizzato per la raccolta delle barbabietole mentre lavorava in un terreno agricolo. Un operaio di 59 anni è morto questa mattina a Tribano, in località San Luca.
L’incidente è avvenuto in via Marconi. L’allarme è scattato alle 7.35 e sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco del distaccamento di Piove di Sacco, impegnati nelle operazioni di recupero dell’uomo e nella messa in sicurezza del mezzo.
Nonostante l’intervento dei soccorritori, per il 59enne non c’è stato nulla da fare. Il medico del SUEM 118 ha constatato il decesso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i Carabinieri di Tribano. Lo SPISAL è stato informato dell’accaduto attraverso il SUEM 118 e dovrà svolgere gli accertamenti di propria competenza per ricostruire quanto accaduto e verificare le condizioni di sicurezza durante le operazioni di lavoro.
Uil Veneto: “Controlli più stringenti sui luoghi di lavoro e formazione obbligatoria”
“Per noi è faticoso rincorrere tutti gli infortuni gravi o addirittura mortali che si verificano nella nostra regione. Trovare le parole giuste, lanciare i segnali corretti, richiamare alla responsabilità e alla necessità di agire. Ma è un impegno che la Uil ha preso e che porta avanti, consapevole che “zero morti sul lavoro” è una battaglia di civiltà”. Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo e il segretario generale della Uil Veneto Daniele Mirandola, commentando l’incidente mortale accaduto oggi a Tribano.
“Dietro ogni decesso c’è una famiglia che perde un proprio caro, ci sono lavoratori che perdono colleghi, c’è un sistema produttivo che mostra le sue crepe e che necessita di cambiare: 100 morti l’anno in Veneto, 1000 nel nostro Paese, sono inaccettabili. Accanto al cordoglio rinnoviamo con forza le nostre richieste: controlli più stringenti e regolari sui luoghi di lavoro, formazione continua obbligatoria per chi opera con mezzi ad alto rischio, e risorse adeguate per gli organi ispettivi, oggi sotto organico in tutta la regione”, concludono.



