Il progetto nel comune di Cesiomaggiore sarà finanziato interamente dal Fondo Comuni Confinanti. Previsti il recupero della locanda, nuovi servizi, interventi sull’area esterna e il rilancio dell’offerta turistica accessibile
Un investimento da 2,8 milioni di euro per recuperare e rilanciare Orsera, storica struttura ricettiva e punto di riferimento della Val Canzoi, nel comune di Cesiomaggiore. È questo l’obiettivo della Convenzione sottoscritta nell’ambito del Fondo Comuni Confinanti, che finanzierà interamente l’intervento.
Il finanziamento comprende 1,2 milioni di euro già previsti dalla programmazione 2019-2024 e altri 1,6 milioni di risorse aggiuntive inserite nella programmazione 2019-2027.
“Con questo intervento – sottolinea Dario Bond, presidente del Fondo Comuni Confinanti e assessore regionale alla Montagna – il Fondo contribuisce a restituire una funzione e una prospettiva a un luogo che appartiene alla memoria della Valle e che può tornare a essere un punto di riferimento per residenti, escursionisti e visitatori. Orsera è da sempre un luogo di incontro, ristoro e partenza per vivere la montagna. Oggi abbiamo l’opportunità di farlo rinascere, adeguandolo alle esigenze attuali e inserendolo in una strategia più ampia di valorizzazione turistica del territorio“.

Una nuova locanda e più servizi
Il complesso è di proprietà del Comune e da alcuni anni è quasi completamente inutilizzato, ad eccezione di una piccola parte destinata all’accoglienza e al ristoro dei turisti durante l’estate. La struttura necessita quindi di una ristrutturazione complessiva.
Orsera si trova in Val Canzoi, una delle porte di accesso al Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, in un contesto di grande valore naturalistico e paesaggistico. Storicamente il complesso è stato un punto di ristoro e di aggregazione sia per gli abitanti della zona sia per gli escursionisti. “La volontà è quella di recuperare Orsera senza perdere ciò che rende questo luogo riconoscibile – prosegue Bond -, investendo su sicurezza, efficienza energetica, servizi e valorizzazione dell’area circostante”.
Il progetto prevede la ristrutturazione dell’edificio principale, che tornerà a ospitare una locanda con servizio di ristoro e un numero limitato di posti letto. Sono previsti anche interventi di consolidamento della struttura, lavori per migliorarne l’efficienza energetica e degli impianti, oltre alla realizzazione di un alloggio per il custode.
Sarà inoltre riqualificato il manufatto vicino alla struttura principale, che potrà essere utilizzato come bar esterno e centro benessere. Il progetto comprende nuovi arredi e sistemi di illuminazione, il rifacimento dei sottoservizi e la sistemazione degli spazi esterni.
Tra gli interventi sono compresi anche l’acquisto delle principali attrezzature per la cucina e il bar, la riqualificazione del laghetto e della risorgiva e il riordino delle aree destinate al parcheggio.
Il legame con il “Villaggio accessibile”
Il recupero di Orsera si inserisce inoltre nel progetto “Villaggio accessibile”, che negli anni ha portato alla realizzazione di un percorso pedonale accessibile di circa due chilometri e di una casetta con due mini-alloggi utilizzabili anche da persone con disabilità.
La nuova struttura ricettiva punta quindi a completare e rafforzare un’offerta turistica già orientata all’accessibilità, ampliando i servizi disponibili in una delle aree di accesso al Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Il quadro economico complessivo dell’intervento ammonta a 2,8 milioni di euro. Secondo il cronoprogramma, i lavori dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2028. Una volta terminato il recupero, la struttura sarà affidata a un soggetto privato attraverso una gara pubblica. La gestione comprenderà anche le strutture già realizzate nell’ambito del progetto “Villaggio accessibile”.
“Il Fondo Comuni Confinanti deve essere anche questo: uno strumento che permette ai territori di investire recuperando patrimonio e rafforzando la capacità di attrarre visitatori con nuove opportunità. A Orsera investiamo nella possibilità che quel sito torni a vivere, per tutta la Valle di Canzoi e per il Feltrino”, conclude Bond.



