Dal mare di Napoli alle montagne, sei viaggi nell’Italia dell’estate tra amori, amicizie, famiglie e ricordi
Ferragosto è quel momento dell’estate in cui il tempo sembra rallentare: c’è chi è in vacanza, chi si gode una giornata al mare e chi, semplicemente, cerca un po’ di fresco e di tranquillità. E quale momento migliore, allora, per scegliere un buon film e lasciarsi trasportare per qualche ora da una bella storia?
Per l’occasione abbiamo scelto sei film legati all’Italia e all’immaginario dell’estate, ma molto diversi tra loro: storie di crescita, famiglie, amicizie, viaggi, desideri e ricordi. Sei film capaci di farci respirare ancora un po’ di quell’atmosfera speciale che solo l’estate sa regalare.
Ecco le nostre proposte!
Caro diario (1993)
Impossibile parlare di cinema italiano, estate e viaggi senza tornare a Caro diario. Nanni Moretti attraversa Roma in Vespa, visita le isole Eolie e racconta con ironia e leggerezza un’Italia quotidiana, spesso surreale.
Il film è diviso in tre episodi e alterna osservazione, autobiografia e umorismo, trasformando anche una semplice passeggiata o un viaggio in un’occasione per parlare di cinema, società e vita quotidiana.
La sequenza in Vespa per le strade di Roma, poi, è una delle immagini più iconiche del cinema italiano: il modo perfetto per ricordarci che l’estate non ha bisogno necessariamente di grandi avventure, a volte basta attraversare una città lentamente.
Mine vaganti (2010)
Dalle strade di Roma alla Puglia di Ferzan Özpetek. Mine vaganti è una commedia familiare che ruota attorno a segreti, aspettative, rapporti tra generazioni e desiderio di libertà.
La grande casa di famiglia, le tavolate, il caldo e i paesaggi pugliesi contribuiscono a creare un’atmosfera estiva immediatamente riconoscibile. Ma dietro alle risate c’è anche una storia di identità e accettazione e sulla difficoltà di scegliere finalmente di essere se stessi.
Chiamami col tuo nome (2017)
L’estate italiana raccontata da Luca Guadagnino è quella di Elio, diciassettenne che trascorre le vacanze nella villa di famiglia, nella campagna lombarda. L’arrivo di Oliver, giovane studente americano ospite del padre di Elio, cambia completamente il ritmo di quelle giornate.
Tra biciclette, tuffi, passeggiate, pranzi all’aperto e pomeriggi immobili sotto il sole, nasce una storia d’amore intensa e fugace. Chiamami col tuo nome è uno di quei film capaci di trasformare l’estate in una sensazione: il caldo sulla pelle, la noia delle ore vuote, la libertà delle vacanze e la malinconia per qualcosa che, proprio perché estivo, sembra destinato a finire.
È stata la mano di Dio (2021)
Con È stata la mano di Dio, Paolo Sorrentino ci porta nella Napoli della sua adolescenza per raccontare la storia di Fabietto, della sua famiglia e di una città piena di vita, ironia e contraddizioni.
È un film profondamente legato alla memoria e al modo in cui, con il passare degli anni, trasformiamo ciò che abbiamo vissuto in racconto. Ci sono il calcio, il mare, le giornate apparentemente infinite dell’estate, le risate e i drammi familiari. Ma soprattutto c’è la scoperta improvvisa che crescere significa anche lasciare qualcosa alle proprie spalle.
Un film perfetto per una sera d’agosto, quando l’estate comincia impercettibilmente ad avere il sapore del ricordo.
Le otto montagne (2022)
Dalle città alle montagne. Le otto montagne, della regia di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti, è la storia dell’amicizia tra Pietro e Bruno e del loro rapporto con un luogo destinato a diventare parte della loro identità.
Le montagne valdostane fanno da sfondo a un racconto che attraversa gli anni e parla di amicizia, solitudine, famiglia e del bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. È un film dai tempi dilatati, perfetto per una sera in cui si ha voglia di rallentare.
E anche se qui l’estate non è fatta di mare e spiagge, il film restituisce alla perfezione quella sensazione di libertà che associamo alle vacanze: partire, allontanarsi dalla routine e provare a guardare la propria vita da una prospettiva diversa.
Le città di pianura (2025)
A chiudere la nostra selezione è Le città di pianura di Francesco Sossai, film più recente e forse meno scontato rispetto agli altri titoli. La storia porta il viaggio nell’Italia del Nord e racconta un’amicizia nata quasi per caso, muovendosi tra provincia, strade, locali e paesaggi quotidiani.
I protagonisti sembrano alla ricerca di una direzione mentre attraversano un momento di passaggio della propria vita. Sullo sfondo, un’Italia di provincia fatta di strade, locali e paesaggi quotidiani, lontana dalle cartoline ma proprio per questo sorprendentemente familiare.
Una scelta ideale per chi, d’estate, preferisce alle cartoline dei luoghi più celebri un’Italia fatta di periferie, piccoli centri e strade percorse senza una meta precisa: perché a volte anche perdersi può essere un buon modo per capire dove si vuole andare.



