La polizia è riuscita a rintracciare i dispositivi informatici dell’uomo, trovando al loro interno oltre 350 file tra immagini e video. Stefani: “Elogio alla polizia, ma la repressione non basta”
Dopo una segnalazione ricevuta da un’organizzazione – nell’ambito della collaborazione internazionale – la quale ha comunicato alla polizia di stato il caricamento di contenuti sospetti su una nota piattaforma social.
Le indagini sono state effettuate dagli operatori specializzati del centro operativo per la sicurezza cibernetica Veneto i quali, coordinati dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia e dal centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, hanno utilizzato analisi telematiche, incroci dei dati provenienti dai fornitori di servizi e mirate attività di open source intelligence (Osint), sono riusciti a rintracciare il numero di telefono e i profili social, inizialmente anonimi, della persona interessata al caso.
La polizia di stato ha pertanto proceduto ad arrestare un uomo di 57 anni, originario della provincia di Treviso, in quanto responsabile di possedere materiale pedopornografico in grande quantità, in parte generato mediante l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale.
Nel corso della perquisizione, delegata dalla procura della repubblica di Venezia, gli investigatori hanno sottoposto a sequestro i dispositivi informatici in possesso dell’uomo, tra cui smartphone e pc. I successivi accertamenti tecnici hanno consentito di rinvenire più di 350 file, tra video e immagini di natura pedopornografica, custodito in una cartella criptata per nasconderne il contenuto e renderne difficile la ricerca e la visibilità.
Le analisi scientifiche hanno inoltre consentito di accertare l’utilizzo di software basati su intelligenza artificiale per la creazione e la manipolazione di immagini raffiguranti minori, anche reali o reperite online, oltre che per la generazione di video molto realistici riproducenti minori coinvolti in atti di natura sessuale.
Le parole del presidente del Veneto: “Elogio alla polizia, ma la repressione non basta”
“Rivolgo un particolare plauso alla Polizia di Stato e agli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto per la professionalità dimostrata in un’indagine complessa e delicata. Quando si parla di pedopornografia, la priorità è proteggere i minori e tutelare la loro dignità. Questa operazione dimostra l’elevato livello di specializzazione della Polizia di Stato nel contrasto alla criminalità online. Risalire ad un responsabile partendo da profili anonimi o fittizi e ricostruire le tracce digitali richiede competenze investigative avanzate. A tutti gli operatori coinvolti va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto. La repressione, però, non basta. Dobbiamo rafforzare la prevenzione e proteggere i più giovani dai rischi della rete. È anche per questo che ho sostenuto lo stop ai social per gli under 14, per offrire una tutela specifica a una fascia d’età particolarmente vulnerabile. Dobbiamo accompagnare bambini e ragazzi verso un uso consapevole e sicuro della rete”.




