Presentate le stime del Trittico Vitivinicolo con l’assessore Bond e Veneto Agricoltura. Raccolta in anticipo di 10 giorni, buona la qualità sanitaria delle uve
È stato presentato in modalità online il report previsionale sulla vendemmia 2026, elaborato in occasione del secondo appuntamento del 52° Trittico Vitivinicolo Veneto, promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con la collaborazione di CREA e ARPAV. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Bond, e il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner.
Dall’analisi emerge un quadro di generale tenuta quantitativa per la viticoltura regionale, con volumi previsti in linea o in lieve calo rispetto ai 14,7 milioni di quintali raccolti nel 2025. Le elevate temperature e il protrarsi dello stress idrico hanno determinato un anticipo della stagione di raccolta di circa 8-10 giorni rispetto alla media storicamente registrata. Sotto il profilo fitosanitario, le scarse precipitazioni hanno limitato lo sviluppo di malattie fungine quali peronospora e oidio, consentendo di prevedere un livello qualitativo delle uve compreso tra buono e ottimo.
L’andamento produttivo mostra variazioni su base provinciale. Le aree di Padova e Rovigo, sostenute dai sistemi di irrigazione, stimano dati stabili o in aumento fino al +10% per varietà quali Merlot e Chardonnay. Contenute le oscillazioni nel veneziano e nel bellunese (-1%), mentre nelle province di Treviso, Vicenza e Verona si prevedono riduzioni tra il 5% e il 10%, con flessioni superiori al 10% per i vitigni rossi veronesi.
“Nonostante le temperature elevate e la carenza idrica, la produzione si attesta sui livelli dell’anno precedente con una qualità ottimale”, ha dichiarato l’assessore Dario Bond. “I dati evidenziano la rilevanza degli investimenti operati nella gestione delle risorse idriche e nell’innovazione tecnologica per garantire la tenuta del comparto”.
“L’analisi condotta fornisce un quadro utile a comprendere le dinamiche produttive del Veneto nel contesto nazionale ed europeo”, ha aggiunto il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner. “Il trasferimento delle conoscenze e l’adeguamento ai cambiamenti climatici rappresentano fattori chiave per la competitività delle imprese agricole”.
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