Il presidente di Cna Padova e Rovigo Montagnin: “Chiediamo quindi interventi ancora più stringenti per stabilizzare i prezzi e renderli prevedibili“
Il continuo aumento dei costi dei carburanti rischia di mettere in ginocchio l’intera area logistica del territorio, ovvero una rete dal valore di circa 12,2 miliardi di euro per la regione – secondo uno studio congiunto di Cna Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna – di cui 3 miliardi di euro solo per la provincia di Padova.
Subito prima degli ultimi interventi del governo sulle accise del solo gasolio i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service si erano attestati rispettivamente ben oltre gli 1,96 euro e i 2,2 euro per litro (con il diesel che ora resta comunque attorno alla cifra di due euro). Gli aumenti rispetto al febbraio scorso (prima dell’inizio della guerra del Golfo Persico) sono superiori al 15% per la benzina e al 18% per il diesel.
La preoccupazione di Cna Padova e Rovigo, le quali 800 imprese della categoria trasporti rappresentano più del 40% del settore nel padovano, è quella legata alla tenuta dell’intero sistema locale della logistica. Inoltre c’è chi stima un aumento complessivo dei costi del trasporto che, in Veneto, sfiora 1,3 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento di oltre il 20% (se i prezzi dovessero rimanere costanti).
“Non è in discussione il fatto che il Governo stia lavorando bene sul tema dell’aumento dei carburanti – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – “Il taglio delle accise, unito al recentissimo credito d’imposta per l’autotrasporto (che permette alle imprese con gli automezzi pesanti più recenti di beneficiare di sconti fiscali del 70% sugli aumenti medi dei costi del gasolio rispetto al febbraio del 2026), è una misura che sicuramente può dare ossigeno ad un sistema comunque in grave difficoltà. E tuttavia la fluttuazione dei prezzi del gasolio non permette alle imprese di programmare prezzi e tariffe del trasporto su gomma. C’è chi all’inizio di luglio aveva concordato dei contratti che ora sono completamente fuori mercato a seguito degli aumenti delle ultime settimane. I costi del carburante nelle ultime settimane sono cresciuti anche fino al 20%, pure con gli interventi del governo. Cifre che rendono il servizio controproducente per chi lo realizza.“

“Tutto ciò rischia di tradursi in due fenomeni: o saltano le imprese, che sono costrette a lavorare sottocosto, o il sistema logistico inizierà a funzionare a singhiozzo, con gli autotrasportatori che possono trovarsi costretti a rifiutare le tratte più onerose lasciando le merci nei piazzali – continua Montagnin – “Comunque una cosa è certa: i costi al consumo delle merci cresceranno grazie ad un meccanismo inflattivo completamente fuori dal controllo del Paese che rischia di essere molto pesante per i cittadini.“
“Chiediamo quindi interventi ancora più stringenti per stabilizzare i prezzi e renderli prevedibili – conclude il presidente – “Cna è costantemente in contatto con il ministero dei Trasporti perché vengano introdotti nuovi provvedimenti e perché siano resi più accessibili quelli attualmente previsti. Nel frattempo tutti i nostri uffici saranno attivi per supportare le aziende nei processi burocratici legati all’accesso al nuovo credito d’imposta”.



