La Polizia di Stato di Padova ha arrestato in flagranza un 21enne campano che, nel pomeriggio di ieri, ha tentato di mettere a segno una truffa ai danni di un anziano di 84 anni con la tecnica del finto “maresciallo”.
L’intervento tempestivo del figlio della vittima e delle Volanti ha impedito che il colpo andasse a segno e ha portato al fermo del giovane, poi portato nella casa circondariale “Due Palazzi”.
Tutto è iniziato intorno alle 13.15, quando l’anziano ha ricevuto una telefonata da un uomo con accento campano che si è spacciato per un maresciallo dell’Arma. Il falso operatore sosteneva che, a seguito di furti e rapine avvenuti in provincia, sarebbe arrivato a breve un collega in abiti civili per “comparare” gioielli e denaro presenti in casa con quelli presuntamente recuperati.
Insospettito, l’84enne ha contattato il figlio, che ha intuito la truffa e ha chiamato immediatamente il 113, correndo poi verso l’abitazione del padre per verificare la situazione.
Dieci minuti dopo, il 21enne è arrivato al condominio nel quartiere Forcellini. Dopo aver salutato il portiere e chiesto informazioni sull’appartamento della vittima, ha iniziato a salire le scale. L’incontro improvviso con il figlio dell’anziano lo ha però spinto a desistere e ad abbandonare rapidamente l’edificio.
Pochi istanti dopo, gli agenti delle Volanti hanno individuato in strada un giovane con uno zaino, in attesa di un taxi. Pur indossando abiti diversi da quelli descritti dal portiere, il controllo ha permesso di rinvenire nello zaino camicia bianca, cappellino e pantaloncini marroni: gli stessi indumenti segnalati dal testimone.
Il 21enne è stato accompagnato in Questura, identificato e arrestato come autore materiale della tentata truffa.
Il Questore: “Gli anziani sono la nostra memoria. Dobbiamo proteggerli”
L’arresto si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto alle truffe agli anziani, un fenomeno che la Questura di Padova sta affrontando con continuità. Solo pochi mesi fa, il 28 novembre, la Squadra Mobile aveva smantellato un’associazione per delinquere attiva tra Veneto e Campania, responsabile di estorsioni e truffe ai danni di persone fragili. L’operazione, disposta dal GIP su richiesta della Procura, aveva portato a 11 misure cautelari nei confronti di un gruppo guidato da un 32enne legato a un noto clan camorristico del Rione Forcella.
Il Questore ha ribadito l’importanza di un impegno collettivo: “Le persone anziane rappresentano la nostra memoria e la nostra identità. Sta a noi proteggerle da reati odiosi commessi da individui vigliacchi che fanno leva su sentimenti, affetti e solitudine. Quando scoprono di essere state raggirate, oltre al danno economico subiscono conseguenze emotive pesanti. Serve fare sistema: informazione capillare e azione giudiziaria efficace”.



