I consiglieri dem attaccano la gestione regionale: “Una camera di compensazione che nasconde i ritardi”. Nel Veronese quasi 12.300 pratiche sospese
Sono 36.481 le prestazioni sanitarie che in Veneto risultano ancora ferme nella fase del cosiddetto “pre-appuntamento”. È il dato emerso, secondo il Partito Democratico, dalla richiesta di accesso agli atti presentata sui dati ufficiali della Regione aggiornati al 23 giugno scorso.
A sollevare il caso sono i consiglieri regionali del Pd, con il capogruppo Giovanni Manildo e le componenti della Commissione Sanità Anna Maria Bigon, autrice della richiesta di accesso agli atti, Chiara Luisetto, vicepresidente della Commissione, e Monica Sambo. “Altro che problema risolto: da una nostra richiesta di accesso agli atti sulle liste d’attesa, con dati ufficiali della Regione, aggiornati allo scorso 23 giugno, emerge che sono ben 36.481 le prestazioni sanitarie bloccate nel limbo del pre-appuntamento in tutto il Veneto”, dichiarano i consiglieri.
“Ormai la cosiddetta ‘presa in carico’, è diventata una vera e propria camera di compensazione, pensata per diminuire le liste d’attesa ufficiali e nascondere il superamento dei tempi massimi previsti dalla legge. Nei fatti, al cittadino non viene assegnata alcuna data né alcun orario d’appuntamento. Si tratta di un parcheggio formale dove la ricetta resta sospesa, evitando che il ritardo figuri nei monitoraggi ufficiali sui tempi d’attesa”, sostengono i consiglieri.
La situazione più critica, secondo i dati diffusi dal gruppo consiliare, riguarda le prestazioni con priorità differibile e programmabile. La Classe D, che prevede l’erogazione entro 30 giorni, conta 14.835 persone senza appuntamento definito, mentre la Classe P, programmabile entro 60 o 90 giorni, arriva a 21.615 casi.
I consiglieri denunciano anche le difficoltà incontrate dagli utenti nel rapporto con i servizi di prenotazione. “Ma esiste anche un ulteriore sommerso: quello del muro di gomma messo ai centralini del CUP. Sempre più utenti ci segnalano che, contattando il servizio prenotazioni, si sentono rispondere che l’agenda è chiusa e occorre richiamare. O, peggio ancora, rimangono in attesa telefonica per oltre mezz’ora fino a quando la linea cade sistematicamente. Dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, tantissimi cittadini semplicemente rinunciano a prenotare”, affermano dal Pd.
Secondo la denuncia, questi fenomeni rischierebbero di escludere una parte della domanda sanitaria dai monitoraggi ufficiali. “Rifiutare l’inserimento in lista d’attesa, bloccare le agende a voce o far cadere la linea dopo estenuanti attese telefoniche sono prassi che cancellano una fetta enorme di domanda sanitaria dai radar ufficiali: persone costrette a rinunciare alle cure, a rivolgersi al privato a proprie spese o a rimanere senza alcuna risposta sanitaria, senza figurare nemmeno nei dati del pre-appuntamento”, spiegano i consiglieri.
“Ogni richiesta – commentano i consiglieri – deve essere immediatamente registrata nel sistema informativo, eliminando i blocchi d’agenda e i disservizi telefonici con linee interrotte dopo estenuanti attese. Oltre a ciò, serve trasparenza sui tempi reali: Il conteggio dei giorni d’attesa deve partire dalla data di presentazione della ricetta al CUP, includendo tutto il tempo trascorso nel pre-appuntamento. Non da ultimo è indispensabile un Piano straordinario di rafforzamento del personale sanitario pubblico. Senza nuove assunzioni e un potenziamento delle agende pubbliche, il pre-appuntamento continuerà ad essere soltanto un tappeto sotto cui nascondere le criticità della sanità regionale”.
Nel dettaglio, i dati indicati dal Pd suddividono i pre-appuntamenti tra le diverse aziende sanitarie venete.
L’ULSS 1 Dolomiti registra 505 casi, di cui 183 in Classe D e 322 in Classe P. L’ULSS 2 Marca Trevigiana conta 3.236 pratiche sospese (1.241 in Classe D e 1.995 in Classe P). L’ULSS 3 Serenissima arriva a 2.938 (2.151 in Classe D e 787 in Classe P), mentre l’ULSS 4 Veneto Orientale registra 3.457 casi, con 125 in Classe D e 3.332 in Classe P.
L’ULSS 5 Polesana conta 591 pre-appuntamenti (426 in Classe D e 165 in Classe P), l’ULSS 6 Euganea 5.101 (1.190 in Classe D e 3.911 in Classe P), l’ULSS 7 Pedemontana 1.907 (31 in Classe B, 1.244 in Classe D e 632 in Classe P), l’ULSS 8 Berica 6.468 (2.543 in Classe D e 3.925 in Classe P).
Il dato più alto riguarda l’ULSS 9 Scaligera, con 10.616 pre-appuntamenti: 4.471 in Classe D e 6.145 in Classe P. A questi si aggiungono i 1.660 dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona, portando il territorio veronese a quasi 12.300 pratiche sospese.
Chiude il quadro l’Istituto Oncologico Veneto con 2 casi complessivi, uno in Classe D e uno in Classe P.



