Colpite le campagne venete, con danni a colture e serre agricole. Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto: “Indispensabile investire per non lasciare sole le imprese”
Una nuova ondata di maltempo si è abbattuta nella notte del 19 luglio sul Veneto, colpendo con particolare violenza le campagne delle province di Verona, Padova e Rovigo, dove vento irruento, piogge intense e grandinate hanno provocato danni considerevoli alle coltivazioni e alle strutture agricole.
Le aree più colpite sono state la Bassa Veronese, diversi comuni della provincia di Padova, tra cui Anguillara Veneta, e il Polesine, luogo dove il fronte temporalesco ha attraversato il territorio tra l’una e le due di notte. I tecnici di Coldiretti sono al lavoro fin dalle prime ore del mattino per raccogliere le segnalazioni e determinare i danni.
Nel Padovano i primi accertamenti evidenziano pesanti danni ad Anguillara Veneta, dove la grandine ha colpito le colture estive e gli ortaggi in pieno campo, con conseguenze anche su mais, soia e altre produzioni agricole. La conta dei danni è ancora in corso e potrebbe peggiorare con il proseguire dei sopralluoghi.
Nel Rodigino risultano coinvolti, tra gli altri, i comuni di Badia Polesine, Lendinara, Lusia, Rovigo, Crespino, Ceregnano, Polesella, Villanova Marchesana, Bosaro, Taglio di Po, Corbola e Ariano nel Polesine. In molte aree si sono registrati anche prolungati blackout.
La grandine ha falciato colture estensive come mais, sorgo, soia e girasole, ma anche ortaggi, frutteti e vigneti. Devastati in diversi appezzamenti meloni, angurie, lattughe, zucche, pere, mele e uva, mentre il vento e i chicchi di grandine hanno danneggiato serre, coperture e altre strutture aziendali.
Il conteggio dei danni è ancora in corso, ma il quadro mostra una situazione sempre più critica per l’agricoltura veneta. Le aziende arrivano infatti da settimane caratterizzate da temperature elevate, scarsità di precipitazioni e stress idrico che avevano già compromesso produzioni e rese.
“Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di come gli eventi atmosferici estremi siano ormai diventati una costante anche in Veneto – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto -. Nel giro di poche ore il lavoro di un’intera stagione viene cancellato da grandinate e raffiche di vento di eccezionale intensità. È quindi ancora più evidente quanto sia indispensabile accelerare gli interventi per rafforzare la capacità di adattamento delle imprese agricole, investire nelle infrastrutture per la gestione dell’acqua e rendere sempre più efficaci gli strumenti di prevenzione del rischio, senza dimenticare l’esigenza di avere strumenti finanziari utili a consentire alle aziende di affrontare i costi e ripartire. Accanto agli interventi strutturali, è fondamentale rafforzare anche gli strumenti di gestione del rischio, a partire dalle coperture assicurative agevolate contro le avversità atmosferiche e dagli altri strumenti mutualistici, affinché le imprese possano disporre di risorse immediate per far fronte ai danni e riprendere l’attività produttiva nel più breve tempo possibile. Le imprese non possono essere lasciate sole di fronte a una crisi climatica che sta cambiando profondamente il modo di fare agricoltura“.



