La parifica della Corte dei conti non basta: il Veneto soffre carenze nella sanità pubblica, mentre i rischi finanziari legati alla Pedemontana e alla Fondazione Milano–Cortina gravano sulle casse regionali
“La parifica della Corte dei conti non può essere utilizzata dalla Giunta come una medaglia da esibire. Basta leggere il documento per capire che il messaggio è un altro: tenere i conti formalmente in ordine non basta. Governare una Regione significa assumersi la responsabilità di fare scelte politiche che migliorino concretamente la qualità della vita dei cittadini di oggi, ma già proiettati a quelli di domani”. È questo il pensiero della consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete).
Riguardo i rilievi contenuti nel giudizio di parifica della Corte dei conti, Cendron dichiara che “evidenziano come le criticità emerse riguardano direttamente il futuro del Veneto: la Corte ci dice che siamo ancora lontani dagli obiettivi dell’Agenda 2030 sulla sostenibilità, richiama il consumo di suolo e il dissesto idrogeologico, temi che incidono sulla sicurezza dei territori e sul benessere delle comunità. Non sono semplici indicatori: sono la misura della qualità della vita e sicurezza dei veneti.”
Successivamente Cendron dichiara per quanto riguarda la sanità che “c’è un dato significativo: dei 42 milioni destinati alla riduzione delle liste d’attesa, circa 20 finiscono alla sanità privata convenzionata. È la dimostrazione che il servizio pubblico continua a essere insufficiente e che manca un investimento strutturale pubblico su personale, ospedali e medicina territoriale”.
“Inoltre – aggiunge la consigliera – richiamo l’attenzione sulle due questioni che la Corte indica come le principali incognite per i conti regionali, a partire dalla Pedemontana che continua a pesare sulle casse del Veneto: la Corte evidenzia uno squilibrio di circa 50 milioni di euro e ricorda che il rischio economico dell’opera è ormai sulle spalle della Regione. Significa sottrarre risorse che potrebbero essere destinate a sanità, servizi sociali, trasporti e sostegno alle famiglie. E ancora più preoccupante è il dossier Milano-Cortina: la Fondazione olimpica presenta oltre un miliardo di euro di passività e, con la sua chiusura il 31 dicembre 2026, quei costi ricadranno su Stato, Regioni ed Enti Locali. Per il Veneto al grande impatto economico a cui dovrà far fronte si dovranno aggiungere le future spese di gestione delle opere realizzate”.
In conclusione, Cendron sostiene che “la Corte dei conti ci consegna una lezione molto chiara, ovvero che la buona amministrazione non si misura soltanto dai numeri di un bilancio, ma dalla capacità di affrontare le sfide del presente e costruire il futuro. Se mancano investimenti sulla sanità pubblica, se si accumulano rischi finanziari sulle grandi opere e si resta indietro sulla sostenibilità, sono i cittadini veneti a pagarne il prezzo. È da qui che la politica deve ripartire”.



