Regione, ANBI Veneto e Polizie Provinciali lanciano un sistema digitale per velocizzare autorizzazioni e interventi. Bond: “La gestione non si misura soltanto dal numero degli abbattimenti, ma dalla capacità di intervenire rapidamente”
Sono tra le principali cause di degrado degli argini, danneggiano le colture agricole e modificano gli equilibri degli ecosistemi delle aree umide. Le nutrie continuano a rappresentare una delle emergenze faunistiche più rilevanti del Veneto, dove nell’ultimo anno gli interventi di contenimento hanno portato all’abbattimento di circa 60-65 mila esemplari, a fronte di una popolazione stimata tra gli 800 mila e il milione di capi.
Il fenomeno interessa soprattutto le province di Verona e Rovigo, che concentrano la maggior parte degli interventi regionali: Verona rappresenta infatti il 53% degli abbattimenti complessivi, mentre Rovigo il 33%. Seguono Venezia con il 9% e Padova con il 3%, mentre Belluno e Treviso incidono complessivamente per il restante 2%.
Per affrontare l’emergenza, Regione Veneto, ANBI Veneto e Polizie Provinciali compiono ora un nuovo passo nel piano di contenimento della specie, introducendo un sistema informatico destinato a rendere più rapido l’intero percorso autorizzativo degli interventi.
A un anno dall’avvio della convenzione sperimentale tra la Regione e i dieci Consorzi di Bonifica del Veneto, il progetto entra infatti in una nuova fase. Grazie a una piattaforma sviluppata all’interno del Sistema Informativo dei Consorzi di Bonifica, i controlli volontari potranno richiedere, ricevere e gestire le autorizzazioni direttamente dallo smartphone. Le Polizie Provinciali avranno invece a disposizione un unico ambiente digitale per il monitoraggio e il coordinamento delle attività.
L’obiettivo è ridurre sensibilmente i tempi che intercorrono tra la segnalazione della presenza degli animali e l’intervento sul territorio, mantenendo comunque tutti i necessari controlli legati alla sicurezza. “La gestione della nutria non si misura soltanto dal numero degli abbattimenti, ma soprattutto dalla capacità di intervenire rapidamente quando il problema si presenta – sottolinea l’assessore regionale Dario Bond -. La nuova piattaforma nasce proprio per eliminare i tempi morti, mettere in collegamento immediato volontari e Polizie Provinciali e rendere più efficace un sistema che coinvolge molti soggetti diversi. E’ un investimento sull’organizzazione prima ancora che sulla tecnologia”.

Secondo Bond, il nuovo strumento consentirà di rendere più efficiente una rete operativa già avviata. “Il primo anno è stato soprattutto un anno di costruzione della rete organizzativa – evidenzia Bond -. Ora quella rete diventa più efficiente grazie a uno strumento digitale che permette di coinvolgere un numero maggiore di operatori qualificati e di dare risposte molto più rapide”.
Sulla necessità di intervenire contro la diffusione della specie interviene anche il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini, che evidenzia le conseguenze della presenza delle nutrie sul territorio. “I Consorzi di Bonifica si mettono a disposizione della Regione per affrontare un problema che tocca da vicino l’agricoltura e la sicurezza di tutti i cittadini. Le gallerie e le tane scavate da questi animali provocano il degrado e il cedimento degli argini, mettendo a rischio centri abitati e aree rurali. La situazione è critica anche per la viabilità: le strade sommitali corrono rischi reali, così come chi le percorre, a partire dai mezzi agricoli. E’ un tema che va gestito con fermezza e tempestività, anche alla luce del profondo impatto negativo e del danno ecologico che questa presenza sta causando ai nostri ecosistemi”.
La convenzione approvata dalla Regione nel 2025 prevede uno stanziamento di 500 mila euro all’anno per il triennio 2025-2027, per un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro. Le risorse sono destinate ad affidare ai Consorzi di Bonifica un ruolo sempre più centrale nelle attività di controllo della specie.
Nel primo anno di applicazione, i fondi sono stati indirizzati soprattutto verso le aree maggiormente colpite, in particolare Verona e Rovigo. Parallelamente, i Consorzi hanno costituito le squadre operative, organizzato la raccolta e lo smaltimento delle carcasse, definito gli accordi con gli Ambiti Territoriali di Caccia e avviato i primi interventi.
Il nuovo sistema manterrà centrale il ruolo delle Polizie Provinciali, che continueranno a valutare ogni richiesta, verificare le condizioni di sicurezza e autorizzare gli interventi oppure intervenire direttamente nei casi più complessi. La comunicazione tra operatori e autorità competenti sarà così più veloce, riducendo il periodo tra la segnalazione e l’azione di controllo. In una fase successiva la piattaforma potrà essere estesa anche ai cittadini, che potranno inviare direttamente segnalazioni sulla presenza delle nutrie.
La diffusione della specie in Veneto è favorita dalla presenza di una fitta rete di corsi d’acqua. Originaria del Sud America e introdotta in Italia nel secolo scorso per l’allevamento da pelliccia, la nutria si è progressivamente adattata all’ambiente fino a raggiungere concentrazioni elevate.
Oltre ai danni alle colture, l’attività di scavo compromette la stabilità degli argini di canali irrigui e corsi d’acqua, aumentando il rischio idraulico e rendendo necessarie continue opere di manutenzione.
“La sfida è costruire un sistema stabile e strutturato di controllo, non interventi episodici – conclude Bond -. Abbiamo già stanziato l’intero finanziamento triennale perché siamo convinti che innovazione tecnologica e collaborazione tra istituzioni siano le condizioni indispensabili per affrontare in modo efficace un problema che riguarda la sicurezza idraulica, l’agricoltura e la difesa del territorio”.



