Riqualificati quasi 128 mila metri quadrati di terreni. Stefani: “Restituiamo ai cittadini aree finalmente bonificate”. Venturini: “Trasformate ferite storiche in opportunità”
Il Veneto supera con largo anticipo il traguardo fissato dall’Unione europea per la bonifica dei cosiddetti siti orfani finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Al 30 giugno la Regione ha riqualificato 127.856 metri quadrati di terreni, pari al 93,45% delle superfici ammesse a finanziamento, ben oltre il target del 70% previsto dalla misura europea.
L’intervento rientra nella Missione 2 del Pnrr dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica, che ha stanziato 500 milioni di euro per il recupero dei siti contaminati privi di un soggetto responsabile della bonifica. In Veneto la Regione, in qualità di soggetto attuatore, ha coordinato nove interventi per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, nell’ambito dell’Accordo di programma sottoscritto il 1° ottobre 2024 con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e i Comuni interessati.
Stefani e Venturini: “Soddisfatti e orgogliosi”
“Il superamento del target europeo è un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi, perché dimostra che il Veneto sa trasformare gli impegni assunti in interventi concreti, rispettando i tempi e impiegando al meglio le risorse del PNRR. Restituire ai cittadini aree finalmente bonificate significa recuperare spazi che per troppo tempo sono rimasti inutilizzati o in condizioni di degrado, restituendo loro valore e nuove prospettive. La tutela dell’ambiente passa anche da questo: dalla capacità di risanare il territorio, renderlo più sicuro e creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile. È un lavoro che continueremo a portare avanti con convinzione, perché prendersi cura dell’ambiente vuol dire investire nella qualità della vita delle comunità di oggi e di quelle che verranno”, dichiara il presidente della Regione, Alberto Stefani.
Soddisfazione anche da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che evidenzia il valore ambientale e sociale degli interventi realizzati. “Questo risultato straordinario dimostra l’impegno e l’efficacia della Regione del Veneto nella tutela del nostro territorio e della salute dei cittadini. Abbiamo trasformato ferite storiche in opportunità, restituendo alla collettività spazi sicuri e funzionali che erano degradati e potenzialmente pericolosi. Non possiamo però nascondere un certo rammarico nel constatare che è toccato alla parte pubblica farsi carico di problematiche generate da comportamenti irresponsabili di privati”.
Le aree interessate dalla bonifica
Le opere hanno interessato nove aree distribuite sul territorio regionale: l’ex discarica di via Luneo a Spinea, l’ex stazione di travaso di Cavallino-Treporti, l’ex impianto di distribuzione carburanti di via La Marmora a San Martino di Lupari, le ex Cave Casarin e l’area di Forte Marghera a Venezia, l’ex cava Bastiello a Isola Rizza, l’area ex Perfosfati a Portogruaro, il sito Soceic di Adria e il sito Sarego Intermedio nel comune di Sarego.
“La bonifica di queste aree è fondamentale non solo per proteggere l’ambiente e la salute pubblica, ma anche per ridare dignità e funzionalità a spazi urbani che attendevano da tempo una riqualificazione. Il nostro intento è chiaro: incrementare la tutela dell’ambiente, risolvendo criticità ambientali persistenti e promuovendo un utilizzo sostenibile delle risorse. Un ringraziamento particolare va a tutti gli uffici e alle strutture regionali e comunali che con il loro impegno e la loro professionalità hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo”, aggiunge Venturini.
La Regione sottolinea di aver affiancato costantemente i Comuni nella gestione degli interventi, fornendo supporto tecnico, amministrativo, procedurale ed economico, anche attraverso strumenti digitali dedicati. Determinante, viene evidenziato, anche la collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Gli interventi ancora in corso saranno completati nelle prossime settimane, con l’obiettivo di restituire integralmente tutte le aree bonificate alla collettività.



