Il consigliere regionale chiede alla Giunta di sfruttare le opportunità offerte dalla legge nazionale e di introdurre incentivi per il recupero delle abitazioni e l’arrivo di nuovi residenti
Contrastare lo spopolamento della montagna veneta con interventi concreti e non solo con dichiarazioni d’intenti. È la richiesta avanzata dal consigliere regionale Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto), che torna a chiedere alla Giunta regionale di chiarire quali iniziative intenda mettere in campo per favorire il reinsediamento della popolazione nei territori montani.
“La montagna veneta non può essere difesa soltanto con dichiarazioni di principio – sostiene il consigliere –. Servono strumenti concreti che aiutino le persone a vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nei territori montani. Chiediamo ancora una volta alla Giunta regionale di chiarire se intenda attivare misure specifiche per favorire il reinsediamento della popolazione nelle aree montane, anche alla luce delle opportunità previste dalla Legge nazionale 131/2025.”
Lovat ricorda quindi come il tema fosse già stato affrontato durante la discussione del bilancio regionale. “Già durante la sessione di bilancio avevamo presentato una serie di emendamenti finalizzati a rafforzare le politiche per la montagna, introducendo strumenti a sostegno della residenzialità stabile, del recupero del patrimonio edilizio esistente e dell’attrazione di giovani e famiglie nei comuni montani. Proposte che, purtroppo, non sono state accolte.”
Secondo il consigliere, negli ultimi mesi il tema sarebbe tornato al centro del dibattito pubblico. “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni e richieste da parte di cittadini, amministratori locali e realtà associative dei territori montani. Molti ci chiedono perché il Veneto non abbia ancora previsto misure analoghe a quelle adottate da altre regioni italiane per incentivare l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni nei comuni soggetti a spopolamento.“
Per Lovat, favorire il ritorno di residenti nelle aree montane significa anche preservare servizi e attività economiche essenziali per la vita delle comunità locali. “Le comunità montane non chiedono assistenzialismo – continua il consigliere –, ma condizioni che consentano alle persone di scegliere di vivere e investire in questi territori. Contrastare lo spopolamento significa garantire una presenza umana fondamentale per la cura e la salvaguardia del territorio e di conseguenza mantenere aperte scuole, servizi, attività economiche e presidi sociali.”
Da qui la richiesta alla Regione di valutare nuovi strumenti di sostegno alla residenzialità e al recupero del patrimonio edilizio esistente. “Riteniamo necessario che la Regione valuti l’introduzione di strumenti specifici a sostegno della residenzialità nei comuni montani, destinando una parte delle risorse disponibili a favorire il recupero delle abitazioni esistenti e l’arrivo di nuovi residenti.”
“La montagna veneta rappresenta una risorsa strategica per l’intera regione. Se davvero vogliamo invertire la tendenza allo spopolamento, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti“, conclude Lovat.



