Questionario inviato a tutte le amministrazioni venete per censire servizi, progetti e strumenti dedicati ai giovani. Roma: “Gli ATS diventano centrali”. Martini: “Vogliamo creare una rete delle migliori esperienze”
La Regione del Veneto avvia un monitoraggio capillare delle politiche giovanili presenti sul territorio. È stato infatti inviato a tutti i Comuni veneti un questionario con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui servizi, sugli strumenti e sui progetti attivati a favore delle nuove generazioni.
L’iniziativa, promossa dal presidente Alberto Stefani, dall’assessore al Sociale Paola Roma e dal consigliere delegato alle Politiche Giovanili Morena Martini, punta a creare una banca dati operativa che permetta di valorizzare le esperienze già esistenti, favorire il confronto tra le amministrazioni locali e sviluppare nuove progettualità dedicate ai giovani.
Attraverso il questionario, la Regione intende ottenere una fotografia aggiornata delle attività messe in campo dai Comuni, raccogliendo dati sull’organizzazione dei servizi, sui progetti attualmente attivi, sulle forme di partecipazione giovanile e sulle principali esigenze emerse nei diversi contesti territoriali delle province venete.
“L’obiettivo della Regione – sottolinea l’assessore Roma- è fare sinergia con gli Ambiti territoriali Sociali per le politiche giovanili. Gli ATS diventano centrali, soprattutto nella prospettiva della prossima definizione degli stessi, per costruire politiche giovanili realmente integrate e vicine alle esigenze dei territori e in ascolto con le consulte dei giovani in co-programmazione e co-progettazione. Questa mappatura permetterà di mettere a sistema i modelli organizzativi più efficaci già attivi e, contemporaneamente, di avviare un percorso condiviso per dare un quadro regolamentare comune ai Consigli Comunali dei Ragazzi, tutelando rigorosamente l’autonomia degli enti locali. Tutto ciò al fine di permettere che i giovani abbiano strumenti di cittadinanza attiva sempre più solidi e integrati nella vita pubblica”.
Tra gli obiettivi dell’indagine c’è quindi anche quello di individuare e diffondere i modelli organizzativi che hanno già dato risultati positivi nei diversi territori, favorendo una maggiore collaborazione tra enti locali e creando basi comuni per lo sviluppo delle future politiche rivolte ai giovani.
Secondo il consigliere delegato alle Politiche Giovanili, Morena Martini, il punto di partenza deve essere la conoscenza diretta delle realtà locali. “Riteniamo fondamentale – aggiunge il consigliere – partire dalla conoscenza del territorio e delle esperienze già attive nei Comuni. Attraverso questa attività di monitoraggio vogliamo acquisire un quadro aggiornato e completo delle politiche giovanili presenti in Veneto, creando uno strumento concreto a disposizione degli amministratori e degli operatori del settore. L’obiettivo non è solamente quello di effettuare una rilevazione, ma di costruire una rete di conoscenze capace di mettere in collegamento le migliori esperienze presenti sul territorio regionale. Le politiche giovanili richiedono una visione strategica e la capacità di condividere strumenti e competenze tra istituzioni”.
I dati raccolti confluiranno in una banca dati operativa che servirà a supportare la programmazione futura della Regione e degli enti locali. Lo strumento consentirà di individuare le esperienze più efficaci, promuovere nuove collaborazioni tra amministrazioni e definire possibili linee di sviluppo per rafforzare gli interventi destinati ai giovani veneti.



