Il presidente della Regione del Veneto è tornato sul tema autonomia, concentrando l’attenzione sulla questione sanitaria
“La riforma sull’autonomia non è uno ‘spacca Italia’, ma un’opportunità che la Costituzione riconosce ai territori. Il Veneto ha deciso di coglierla e per questo tiriamo dritto senza esitazioni” ha dichiarato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, commentando i rilievi della fondazione Gimbe (emersi durante l’audizione presso la commissione Affari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata) a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate.
Il presidente ha poi insistito: “I Veneti hanno diritto a una sanità migliore, sempre più vicina ai territori e alle esigenze delle persone. L’autonomia è uno strumento per raggiungere questo obiettivo, senza togliere niente a nessuno. Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi“.
“Stiamo parlando della salute delle persone – ha concluso Stefani – la riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.



