Orrù (Cisl): “Serve una vera cultura della prevenzione”. Il Pd: “Attenzione alta sui rischi legati al caldo e ai lavori all’aperto”
Due lavoratori morti nell’arco di poche ore nel Trevigiano, tra un incidente stradale in itinere e un malore sul luogo di lavoro. Un bilancio che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza e sulla crescita degli infortuni sul lavoro.
Le vittime sono Stefano Minella, 37 anni, residente a Casella d’Asolo, deceduto lunedì mattina in un incidente stradale mentre si recava alla sede della Tecnoproject di Riese, dove lavorava come saldatore, e George Alexandrescu, 45 anni, operaio residente a Campo San Martino, colto da un malore mentre era impegnato in un cantiere a Castello di Godego.
Due episodi distinti, uno avvenuto durante il tragitto casa-lavoro e l’altro nel corso dell’attività lavorativa, che si inseriscono in un contesto di numeri in crescita. Nei primi quattro mesi del 2026, in provincia di Treviso, si sono registrati cinque decessi sul lavoro su un totale di 36 in Veneto. Nello stesso periodo del 2025 era stato registrato un solo caso. In aumento anche le denunce di infortunio, salite a 4.400 tra gennaio e aprile rispetto alle 4.210 dell’anno precedente, così come gli infortuni in itinere, cresciuti del 70% a livello regionale.
Sulla vicenda interviene il segretario generale della Cisl Belluno Treviso, Francesco Orrù: “Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei due lavoratori deceduti lunedì. Di fronte a numeri che continuano a crescere non possiamo limitarci all’indignazione: serve un salto di qualità, con maggiore formazione e informazione per una vera cultura della sicurezza, controlli più frequenti, investimenti nelle attività di prevenzione e una maggiore attenzione all’organizzazione del lavoro. Ogni incidente mortale lascia una ferita profonda nelle comunità e richiama tutti alle proprie responsabilità. Garantire un ambiente di lavoro salubre e sicuro non può essere considerato un costo o un adempimento burocratico: deve diventare un valore condiviso, presente in ogni azienda, in ogni cantiere e in ogni luogo di lavoro. Solo così sarà possibile ridurre davvero il numero di infortuni e impedire che altri lavoratori e altre famiglie siano costrette a pagare un prezzo così alto”.
Caso Alexandrescu, Manildo e Sambo: “Una vicenda che deve alzare di molto il livello di attenzione rispetto ai rischi legati alle attività svolte con alte temperature”
Sul caso di George Alexandrescu intervengono anche i consiglieri regionali del Partito Democratico, con il capogruppo Giovanni Manildo e la vicepresidente della Commissione Lavoro, Monica Sambo. “Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la morte di George Alexandrescu, ennesima vittima sul luogo di lavoro che il Veneto si ritrova tragicamente a conteggiare. Una vicenda che deve alzare di molto il livello di attenzione rispetto ai rischi legati alle attività svolte con alte temperature”.
I consiglieri richiamano inoltre il protocollo regionale sul rischio da calore. “Il protocollo d’intesa per la gestione del rischio da calore approvato dalla Regione lo scorso mese traccia le linee di tutela per i lavoratori e gli obblighi per i datori di lavoro, ma riteniamo sia necessario compiere un passo in avanti ulteriore in termini di prevenzione e controlli. Le dinamiche che hanno portato al decesso dell’operaio, impegnato a svolgere lavori di copertura sul tetto di un capannone, devono rappresentare un segnale d’allarme e portare la Regione – concludono Manildo e Sambo – ad attivare con la massima celerità ogni misura rafforzativa, a partire dalla verifica della effettiva rimodulazione degli orari di lavoro all’aperto, per evitare le pericolose esposizioni cui sono sottoposti i lavoratori”.


