Confartigianato Imprese Veneto: “La trasparenza retributiva è un passo avanti, ma serve aumentare l’occupazione femminile e valorizzare il talento delle donne”
Dal 7 giugno entra in vigore il decreto legislativo 7 maggio 2026 n. 96 che recepisce la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Un passaggio normativo che riporta al centro del dibattito il tema della parità salariale e delle condizioni di accesso delle donne al mercato del lavoro.
Se il principio della parità retributiva è ormai una priorità a livello europeo, in Italia la sfida è ancora più ampia. A sottolinearlo è Confartigianato Imprese Veneto, che evidenzia come il Paese continui a registrare uno dei più bassi tassi di occupazione femminile dell’Unione europea e il più elevato divario occupazionale tra uomini e donne.
In Veneto, tuttavia, i numeri mostrano una crescita significativa della partecipazione femminile al lavoro. Tra il 2004 e il 2023 l’occupazione delle donne è aumentata del 19,3%, raggiungendo il livello record di 974 mila occupate. Un dato che conferma un contributo sempre più rilevante delle donne venete allo sviluppo economico regionale.
Nonostante ciò, il percorso verso la piena parità appare ancora incompiuto. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile in Veneto si è attestato al 62,3%, quasi 16 punti percentuali in meno rispetto al 78% registrato dagli uomini. A livello nazionale il divario resta ancora più marcato: il tasso di occupazione femminile è al 53,3% contro il 71,1% degli uomini, mentre il tasso di inattività femminile raggiunge il 42,4%, coinvolgendo quasi una donna su due.
Un ulteriore elemento di disallineamento emerge dal livello di istruzione. Secondo le elaborazioni presentate dalla Fondazione Giacomo Brodolini per Confartigianato Imprese Veneto, le donne risultano oggi più istruite degli uomini: rappresentano il 57,8% dei laureati complessivi, il 59,4% dei laureati triennali e il 69,4% dei laureati magistrali a ciclo unico. Inoltre, completano più frequentemente gli studi nei tempi previsti (60,9% contro 55,4%) e con voti mediamente più alti.
Nonostante questi risultati, l’Italia continua a collocarsi all’ultimo posto in Europa per partecipazione femminile al lavoro, un paradosso che evidenzia il divario tra formazione e reale accesso al mercato occupazionale.
“Per questo la trasparenza retributiva rappresenta un passo importante, ma non sufficiente: occorre creare le condizioni affinché più donne possano lavorare – afferma Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto – perché oggi parlare di parità significa parlare di sviluppo economico. In una fase in cui le imprese faticano a trovare personale qualificato, il talento femminile rappresenta una risorsa strategica che il Paese non può permettersi di sottoutilizzare, ma servono anche politiche che sostengano la partecipazione femminile al lavoro, l’imprenditoria e la conciliazione”.

L’iniziativa di Confartigianato Imprese Veneto
Proprio a partire da questi dati nasce l’iniziativa promossa dal Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Veneto, in programma l’8 giugno a Rovigo a Palazzo Roncale. L’incontro affronterà anche il tema del part-time involontario, che riguarda il 13,7% delle donne contro il 4,6% degli uomini, e quello del divario retributivo nel settore privato: le donne percepiscono in media il 25,7% in meno rispetto agli uomini, con una retribuzione giornaliera lorda pari a 82,63 euro contro 111,25 euro (fonte INPS, Rendiconto di genere 2024).
“Le donne oggi arrivano sul mercato del lavoro con competenze e qualificazioni sempre più elevate – aggiunge Veronica Bonsi – eppure continuano a incontrare ostacoli nell’accesso al lavoro, nelle opportunità di carriera e nella valorizzazione economica delle proprie competenze. La trasparenza retributiva può fare la differenza perché affronta un problema storico: la mancanza di informazioni. Molte lavoratrici non sanno se sono retribuite meno di colleghi con mansioni equivalenti. Con le nuove regole diventa più difficile nascondere differenze ingiustificate”.
Sul fronte dell’imprenditoria femminile, in Veneto si contano 93.669 imprese guidate da donne, pari al 20,6% del totale delle imprese attive, una quota inferiore alla media nazionale del 22%. Le donne che ricoprono cariche nelle imprese artigiane regionali sono 34.966.
A livello nazionale, la Lombardia guida la classifica per numero di imprenditrici artigiane, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna. Nel complesso, in Italia si registra una flessione del 1,2% delle imprenditrici artigiane rispetto all’anno precedente. In Veneto, nell’arco di dieci anni, la presenza femminile nell’artigianato ha mostrato una tenuta migliore rispetto a quella maschile, anche se nell’ultimo triennio si sono registrate contrazioni più marcate.



