Autobotti modificate consentivano di erogare meno Gpl di quanto acquistato dai clienti. Quanto risparmiato con la frode veniva poi venduto illecitamente per il riscaldamento privato
Negli scorsi giorni le fiamme gialle del comando Provinciale di Padova hanno individuato e smantellato, come esito di un’attività investigativa coordinata dalla procura della Repubblica di Rovigo, un sistema di frode relativo al commercio di Gpl a uso personale per il riscaldamento, destinato alle abitazioni della bassa padovana.
L’attività era nata a partire da un controllo di routine eseguito dai militari della guardia di finanza di Padova nei riguardi di un distributore stradale di carburanti, risultato vendere Gpl, in bombole, a prezzi oltremodo concorrenziali; sulle bombole, tra l’altro, erano applicati tappi e sigillo di garanzia contraffatti.
Il fornitore
Successivi approfondimenti sulla filiera commerciale del prodotto (eseguiti dai finanzieri in modo da scoprirne la provenienza) hanno permesso di individuare il fornitore delle bombole, un operatore del settore con sede nel rodigino che tuttavia non risultava detenere le autorizzazioni al riempimento e alla vendita della bombole di Gpl, bensì alla sola vendita di Gpl sfuso nei confronti di impianti privati dei clienti finali.
Le perquisizioni svolte nella sede dell’imprenditore a Rovigo, su delega della procura della Repubblica rodigina, hanno portato al ritrovamento di bombole di diverse marche, tappi sigillo di aziende terze contraffatti e attrezzature destinate al riempimento abusivo delle bombole, quali raccordi metallici e una bilancia di precisione ancorata al pavimento.
Le autobotti modificate
Nel corso degli accertamenti gli investigatori hanno poi focalizzato l’attenzione sulle apparecchiature installate sulle autobotti destinate al trasporto e alla consegna del Gpl, di proprietà della ditta.
Nonostante la complessità dei congegni, i finanzieri hanno rinvenuto su ciascuna delle cinque autobotti aziendali un bypass secondario nascosto sotto la struttura del mezzo, che permetteva il rientro in cisterna di parte del Gpl formalmente in uscita dalla stessa.
I clienti (perlopiù famiglie e aziende agricole), durante il rifornimento dei loro serbatoi, non potevano accorgersi di nulla: l’autista azionava infatti il bypass con una leva nascosta, che permetteva di erogare un quantitativo minore rispetto alla ricevuta di consegna stampata dalle apparecchiature che, invece, attestava un acquisto in quantità maggiore.
Il Gpl frodato agli inconsapevoli acquirenti era successivamente destinato a vendite in nero di prodotto sfuso, per mezzo del riempimento abusivo di bombole di Gpl di proprietà di altri operatori del settore, permettendo così all’azienda di percepire guadagni illeciti e danneggiando Erario e concorrenza.
Gli esiti dell’operazione
A conclusione delle indagini, le fiamme gialle di Padova hanno sequestrato le cinque autobotti modificate e oltre 26mila litri di combustibile, deferendo all’autorità Giudiziaria due soggetti (fornitore e rivenditore) per frode in commercio, appropriazione indebita, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e imbottigliamento abusivo di bombole di Gpl, con grave pericolo per l’incolumità pubblica.


