I tre cittadini di origine straniera, di cui due irregolari, sono stati rintracciati a un posto di blocco in via Po a Padova in possesso di due coltelli, uno storditore elettrico, una pinza e hashish: immediato l’arresto
Nel pomeriggio di ieri, nel contesto di un posto di controllo alle auto in transito, gli agenti della squadra volanti dell’ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico di Padova hanno notato un’autovettura Alfa Romeo di colore grigio con tre uomini a bordo, poi risultati cittadini tunisini; il veicolo ha tentato di accelerare nel tentativo di eludere il posto di blocco, ma è stato fermato con successo. A seguito di un controllo, i poliziotti hanno rinvenuto in loro possesso due coltelli, uno storditore elettrico, una pinza e una quantità non indifferente di sostanza stupefacente del tipo hashish. L’arresto è stato immediato.
L’arresto
Il procedimento di identificazione degli occupanti è stato interrotto dal tentativo di fuga a piedi da parte di uno degli uomini fermati; gli agenti lo hanno raggiunto e bloccato al termine di un inseguimento, dopo il quale l’uomo non ha smesso di opporre resistenza. Durante la fuga l’uomo aveva peraltro tentato di disfarsi di un involucro, gettandolo sotto un’autovettura in sosta; i poliziotti sono riusciti a recuperarlo e, dalle analisi effettuate tramite l’esame tecnico narcotest, il contenuto è risultato essere un pezzo di hashish del peso di 10 grammi.
Gli altri due occupanti dell’auto, nel frattempo, hanno mantenuto un atteggiamento ostile al controllo. Essendo inoltre privi di documenti di riconoscimento, tutti e tre sono stati quindi accompagnati in questura e sottoposti a fotosegnalamento.
Gli uomini sono stati pertanto identificati per due fratelli cittadini tunisini di 21 e 26 anni e un 27enne loro connazionale.
I precedenti del 21enne
In particolare si è riscontrato come il 21enne, regolare sul territorio nazionale e intestatario dell’autovettura, fosse entrato in Italia clandestinamente a settembre 2019 attraversando la frontiera marittima di Pantelleria. Già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ha a carico numerosi precedenti per rapina, sequestro di persona, lesioni personali, possesso di armi, violazione di domicilio, estorsione, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e porto di armi e oggetti atti a offendere.
A febbraio 2026 risale l’ultimo arresto, per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di armi con applicazione della misura cautelare dell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria.
Il 21enne è risultato inoltre intestatario di 10 autovetture, senza fissa dimora e privo di attività lavorativa, circostanze per le quali l’ufficio Immigrazione ha provveduto revocare il titolo di soggiorno in suo possesso.
I precedenti del 26enne
Per quanto concerne il 26enne, conducente dell’autovettura Alfa Romeo, i poliziotti hanno riscontrato come fosse irregolare sul territorio nazionale ed entrato in Italia clandestinamente prima del 2018, anno del primo fotosegnalamento. Anche lui era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con a carico numerosi precedenti di polizia e condanne per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento.
Tra i più recenti, a settembre 2024 era stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti e, a gennaio 2025, era stato denunciato all’autorità giudiziaria per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Ad aprile 2025, era stato denunciato invece per resistenza a pubblico ufficiale e, infine, a febbraio di quest’anno, si era reso responsabile di resistenza a pubblico ufficiale e di possesso di spray urticante, venendo di conseguenza tratto in arresto e successivamente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.
I precedenti del 27enne
Il terzo passeggero dell’auto, è stato identificato dai poliziotti per un 27enne cittadino tunisino, irregolare sul territorio nazionale, entrato in Italia clandestinamente a novembre 2022 mediante l’attraversamento della frontiera marittima di Ventimiglia. Numerosi i precedenti a carico per rapina, sequestro di persona, estorsione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, porto di armi e oggetti atti ad offendere e violazione di domicilio, a partire dal 2023.
A novembre 2025 era stato deferito per resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi od oggetti atti a offendere, a seguito di un controllo della polizia stradale; in quella circostanza aveva tentato di fuggire con la propria autovettura, creando anche un sinistro stradale, ed era stato trovato in possesso, all’interno del mezzo, di coltelli a serramanico di grandi dimensioni.
Lo scorso febbraio 2026 era stato ulteriormente denunciato all’autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi od oggetti atti a offendere, nonché trovato in possesso di sostanza stupefacente.
La deicisione della Questura
A seguito degli accertamenti effettuati sull’autovettura Alfa Romeo in uso ai tre, i poliziotti hanno accertato come il mezzo fosse sprovvisto di assicurazione. Hanno inoltre trovato, sotto al sedile del conducente, un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 18 cm, nel vano porta oggetti centrale un secondo coltello a scatto lungo 21 cm e, all’interno del vano porta oggetti laterale destro, uno storditore elettrico e una pinza.
Al termine delle attività, i tre cittadini tunisini sono stati messi a disposizione dell’ufficio immigrazione: il 27enne, avendo tentato la fuga e provato a liberarsi dello stupefacente, è stato segnalato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Per il 26enne ed il 27enne, risultati irregolari, il questore della Provincia di Padova, Marco Odorisio, ha disposto il collocamento nei Centri per il Rimpatrio rispettivamente di Torino e Gradisca D’Isonzo, dove sono stati accompagnati dai poliziotti dell’ufficio Immigrazione nella giornata di mercoledì 20 maggio e dove permarranno ai fini del loro definitivo allontanamento dal territorio nazionale.
Nel contempo, nei confronti del 21enne, l’ufficio Immigrazione ha avviato la procedura amministrativa per il diniego della richiesta di permesso di soggiorno.



