Allarme sulle carenze di personale e sui tempi della giustizia, Italia Viva Vicenza: “Non si possono sottrarre altre risorse a un sistema già in sofferenza”
Le condizioni del Tribunale di Vicenza sono ormai al centro del dibattito politico e istituzionale. A intervenire è il responsabile Giustizia di Italia Viva Vicenza, l’avvocata Antonella Alvisi, che esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di apertura del nuovo Tribunale della Pedemontana, ritenuta incompatibile con l’attuale situazione degli uffici giudiziari berici.
Secondo quanto emerso durante l’assemblea dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza del 19 marzo 2026, il quadro sarebbe particolarmente critico: mancherebbe circa il 20% dei magistrati previsti, il personale amministrativo sarebbe sotto organico del 50% e negli uffici Unep — quelli che si occupano di notifiche ed esecuzioni — le scoperture supererebbero addirittura il 60%.
Numeri che, secondo Italia Viva, descrivono un sistema già oggi in forte difficoltà nel garantire tempi rapidi ed efficienza ai cittadini. “Le condizioni in cui versa oggi il Tribunale di Vicenza impongono serietà, responsabilità e una presa di posizione chiara da parte della politica e delle istituzioni del territorio – afferma il responsabile Giustizia del partito -. Per questo, come Responsabile Giustizia di Italia Viva Vicenza, ritengo doveroso esprimere forte preoccupazione rispetto all’ipotesi di apertura del Tribunale della Pedemontana nelle attuali condizioni organizzative e strutturali della giustizia vicentina”.
Nel mirino c’è soprattutto il rischio che la nascita del nuovo presidio giudiziario comporti il trasferimento di ulteriori risorse umane dal Tribunale di Vicenza. “In questo contesto, significa aggravare una situazione già compromessa – prosegue -. La giustizia non può essere oggetto di operazioni dettate da logiche territoriali, equilibri politici o esigenze elettorali, ma deve rispondere esclusivamente all’interesse dei cittadini e al principio costituzionale di buona amministrazione”.
Grande attenzione viene posta anche sul settore famiglia e minori. “Particolarmente delicata appare inoltre la gestione del settore famiglia e minori, dove l’assegnazione di magistrati ordinari in tirocinio a procedimenti caratterizzati da forte complessità e da possibili profili di violenza domestica impone grande cautela e adeguata esperienza professionale”, si legge nel comunicato. “In ambiti così sensibili, lo Stato deve garantire competenza, stabilità e tutela effettiva delle persone più fragili”.
La presa di posizione si inserisce inoltre in una critica più ampia al progressivo indebolimento dei servizi statali sul territorio vicentino, dal mancato riconoscimento della fascia A per la Questura fino alla situazione della casa circondariale cittadina, definita “ormai insostenibile”.
Per questo Italia Viva Vicenza annuncia il proprio sostegno alle iniziative a difesa del Tribunale berico e al lavoro del “Comitato per una giustizia di qualità a Vicenza”. “È il momento che l’avvocatura, la politica e le istituzioni locali facciano fronte comune per difendere un presidio fondamentale dello Stato di diritto. Vicenza ha bisogno di una giustizia efficiente, non di ulteriori divisioni e indebolimenti”, conclude Alvisi.



