Operazione antidroga della polizia di Stato che ha portato all’arresto di tre cittadini albanesi sorpresi in zona Padova Est con oltre due chilogrammi di cocaina.
L’attività si inserisce nei servizi di prevenzione e controllo del territorio disposti dalla Questura di Padova, con particolare attenzione al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.
I poliziotti della Squadra Mobile, al termine di un prolungato appostamento, hanno individuato un incontro sospetto tra tre uomini giunti sul posto con mezzi diversi. In un primo momento il 34enne e il 32enne si sono incontrati per poi spostarsi nei pressi di un autolavaggio in zona Padova Est, dove sono stati raggiunti da un terzo soggetto, un 50enne incensurato, a bordo di un furgone. Dopo un rapido scambio di poche parole, gli agenti hanno assistito alla consegna di un pacco immediatamente nascosto sotto il sedile di un’auto.
A quel punto è scattato il blitz: i tre sono stati fermati e il plico recuperato. All’interno è stata trovata una “mattonella” da oltre un chilogrammo di cocaina purissima.
Le successive perquisizioni personali e dei veicoli hanno consentito di rinvenire un secondo panetto da un chilogrammo di cocaina, identico al primo, oltre a circa 150 grammi della stessa sostanza confezionata sottovuoto. Gli accertamenti sono stati estesi anche alle abitazioni dei tre, situate tra Padova, Selvazzano Dentro e la provincia di Milano, senza però ulteriori riscontri.
Dagli approfondimenti investigativi è emerso che il 34enne, residente a Padova, era già stato condannato nel 2021 a 4 anni di reclusione per traffico di droga ed era stato nuovamente denunciato nel 2025 per attività di spaccio. Il 32enne, residente a Selvazzano Dentro, aveva precedenti specifici e aveva terminato da pochi giorni di scontare una pena per reati analoghi. Il 50enne, residente nel milanese, risultava invece incensurato.
Per i tre è scattato l’arresto in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ai sensi dell’articolo 73 del DPR 309/90. Dopo le formalità di rito, sono stati trasferiti presso la casa circondariale Casa Circondariale Due Palazzi, a disposizione dell’autorità giudiziaria.Secondo le stime degli investigatori, la cocaina sequestrata – una volta tagliata – avrebbe potuto generare oltre 6.000 dosi destinate alle piazze di spaccio di Padova e provincia, per un profitto illecito quantificabile in circa 300 mila euro.



