Il presidente Stefani: “Un’attività salvavita di eccezionale utilità”. Oltre 115mila ore di lavoro per soccorrere più di 1.300 persone
Nel 2025 il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto ha confermato il suo ruolo fondamentale nella sicurezza in montagna, con numeri che raccontano un impegno costante e spesso decisivo per salvare vite umane. Sono stati infatti 1.199 gli interventi effettuati, per un totale di 1.354 persone soccorse e 71 operazioni di ricerca.
A tracciare il bilancio dell’attività è stata la stessa delegazione veneta, evidenziando anche l’enorme sforzo organizzativo: oltre 115mila ore di lavoro complessive, svolte in stretta collaborazione con le centrali del Suem 118 di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza.
Stefani: “Donne e uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto meritano ammirazione, rispetto e gratitudine”
“Una organizzazione e un’attività salvavita di eccezionale utilità e importanza. Donne e uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto si confermano anche nel 2025 veri e propri angeli protettori di chi va in montagna. Meritano ammirazione, rispetto e gratitudine”. Con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto rendere omaggio all’operato dei soccorritori, sottolineando il valore umano e professionale di un servizio che interviene spesso in condizioni difficili e rischiose.
“Un prezioso lavoro di squadra ad altissima specializzazione – aggiunge Stefani – che ha salvato vite ed evitato che altre venissero messe a rischio, con interventi che, alla tempestività e alla professionalità, spesso hanno messo in campo tanto coraggio. Questi uomini e donne sono sempre pronti a rischiare la loro incolumità, e a volte la vita, per portare soccorso ai frequentatori della montagna. Un modo di dimostrare loro gratitudine e apprezzamento sarebbe quello di approcciarsi alla montagna con prudenza, preparazione fisica, conoscenza dei luoghi che si raggiungono, contezza dei propri limiti. Purtroppo spesso ciò non accade e tocca al Cnsas evitare il peggio”.
Un richiamo, quello del presidente, alla responsabilità individuale di chi frequenta la montagna: prepararsi adeguatamente, conoscere i percorsi e rispettare i propri limiti può fare la differenza, evitando situazioni di pericolo e alleggerendo il carico di interventi per i soccorritori.



