Al Teatro Sociale di Rovigo due opere mai rappresentate prima in città: riscoperta di rarità del primo Novecento
Il Teatro Sociale di Rovigo propone un appuntamento di grande rilievo culturale e musicale con un dittico che unisce il repertorio francese e italiano del primo Novecento: “La damoiselle élue” di Claude Debussy e “Bianca” di Italo Montemezzi, quest’ultima in prima esecuzione assoluta.
La presentazione si è tenuta nel Ridotto del teatro. Lo spettacolo, in programma venerdì 8 maggio alle 20.30, rappresenta una scelta artistica che punta alla riscoperta di partiture rare o mai eseguite, confermando la vocazione del teatro rodigino alla ricerca e alla valorizzazione del repertorio meno frequentato.

Le due opere
“La damoiselle élue” è un poema lirico in cui Debussy mette in musica un testo di Dante Gabriel Rossetti tradotto in francese, creando un’opera sospesa tra suggestione visiva e musica, considerata uno dei primi esempi della sua poetica fondata sulla fusione tra suono, parola e colore.
“Bianca”, invece, è un atto unico giovanile di Montemezzi, composto agli inizi del Novecento ma mai rappresentato fino ad oggi. L’opera, su libretto di Giuseppe Zuppone Strani, racconta una vicenda medievale di amore e destino, con un impianto musicale che già anticipa la maturità del compositore veronese, noto per aver visto le proprie opere rappresentate nei grandi teatri internazionali e dirette da maestri come Arturo Toscanini e Tullio Serafin.
L’iniziativa
Il progetto nasce dalla collaborazione con il Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova, che coinvolge orchestra, coro e giovani interpreti. “Il Teatro Sociale di Rovigo – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Erika De Luca -, chiude la Stagione Lirica con un momento davvero significativo per la vita culturale rodigina, non solo per la qualità dei titoli proposti in questo dittico, ma anche per la qualità della collaborazione istituzionale. Il nostro Teatro si conferma, ancora una volta, luogo privilegiato di produzione e diffusione musicale, capace di coniugare tradizione e riscoperta del repertorio. Esprimo grande soddisfazione per la sinergia con il conservatorio “Cesare Pollini” di Padova, il cui coro e la cui orchestra sono protagonisti di questo progetto. Il coinvolgimento di giovani musicisti e artisti in un contesto professionale di alto livello, costituisce un investimento concreto nel futuro della cultura e dello spettacolo dal vivo e invito appassionati e non, a partecipare a questa importante serata”.
Il direttore artistico Edoardo Bottacin ha sottolineato il valore del progetto: “Nel solco di una storia che ha sempre saputo coniugare identità e apertura, la Stagione 2025/26 del Teatro Sociale di Rovigo ne ha confermato la centralità a livello regionale anche per il coraggio di osare anche su titoli meno tradizionali. Questo dittico rappresenta un momento emblematico: due opere mai approdate prima su questo palcoscenico che, pur lontane dai titoli di repertorio più frequentati, dialogano profondamente con la vocazione del Teatro, da sempre attento tanto alla tradizione quanto alla riscoperta oltre che ai legami con la didattica e la formazione. In questo contesto “La damoiselle élue” e “Bianca” trovano una collocazione ideale, restituendo al pubblico non solo la bellezza dell’ascolto, ma anche il senso di una continuità culturale viva. In particolar modo il poter battezzare in prima esecuzione mondiale sul nostro palcoscenico l’opera Bianca di Italo Montemezzi è motivo di grande orgoglio e conferma la vocazione lirica del nostro teatro”.
Anche il Conservatorio di Padova evidenzia la portata formativa dell’iniziativa. “Un progetto che ci rende molto orgogliosi come Istituzione – afferma il Direttore del Conservatorio di Padova, il maestro Elio Orio -, in quanto coinvolge più dipartimenti del “Pollini” e, fra coro e orchestra, un centinaio di studenti, ai quali sono affidati pure i ruoli principali. Oltre all’indiscussa importanza dell’esecuzione e del suo valore musicologico, l’aspetto formativo è quindi ai massimi livelli e offre l’occasione di esibirsi sul palco del prestigioso Teatro Sociale di Rovigo, di fronte al pubblico della stagione lirica, annullando le distanze tra esperienza didattica e futuro professionale”.
Il maestro concertatore e direttore dell’Orchestra Pollini, Fabrizio Da Ros, racconta: “L’idea di “Bianca” nasce dalla proposta di un’amicizia in comune con il maestro Pasetto: Carlo Torriani, persona di immensa cultura e grande cantante, mancato di recente, è stato lui a chiederci di occuparcene. Il programma della serata è composto da due opere del primo Novecento, anche se “La damoiselle élue” di Debussy è datata 1884, la versione che proporremo è difatti quella che il compositore ha trascritto successivamente, utilizzando tutta la tavolozza di colori del suo “Pelléas et Mélisande”. Entrambe le opere, oltre alla centralità dell’albero (un elemento “mistico” in Debussy/Dante Rossetti e “simbolico” in Montemezzi/Zuppone Strani), perno delle rispettive vicende, musicalmente condividono la derivazione wagneriana della scrittura e dell’orchestrazione. Sono inoltre due “prime opere”, sia per Debussy che per Montemezzi, però lasciano già intravedere le qualità compositive: i colori orchestrali e la ricerca di armonie per il primo, la ricerca e la cantabilità per il secondo; in particolare, negli squarci lirici e in quelli corali “Bianca” si rivela un’opera di altissima fattura”.
La serata sarà preceduta da una presentazione al Ridotto alle 19.30, a cura di Elena Filini, con ingresso gratuito.



