Lo studio commissionato dall’associazione Ville Venete e realizzato da Teha misura l’impatto sociale e economico delle ville
Le ville venete sono un sistema economico vero e unico. Lo conferma lo studio “Ville Venete Re-Birth”, realizzato da TEHA per l’Associazione Ville Venete. Il patrimonio conta 4.243 ville tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, costruite tra XV e XVIII secolo e distribuite in tutta la regione. Più della metà si trova in comuni sotto i 20.000 abitanti.
Il sistema genera oltre 360 milioni di euro di fatturato e 210 milioni di valore aggiunto diretto. Con gli effetti indiretti e indotti, la cifra sale a circa 630 milioni di euro. Il moltiplicatore è forte: ogni euro prodotto dalle Ville ne genera altri due nel resto dell’economia. Segno di una filiera radicata sul territorio, che attiva imprese locali, competenze tecniche e servizi.
L’impatto riguarda anche l’occupazione. Gli addetti diretti sono circa 13.690, che diventano quasi 29.800 considerando l’indotto. Le professionalità sono qualificate: restauratori, artigiani, manutentori, esperti di gestione e valorizzazione.
Le ville venete contribuiscono anche al turismo, con il 53,6% si trova in comuni sotto i 20.000; quasi un terzo in comuni sotto i 5.000. Questo permette di spostare i flussi verso aree meno battute, riducendo la pressione sulle mete iconiche e portando valore in zone periferiche.
Lo studio individua anche criticità. La manutenzione è costosa: nel 2025 la gestione ordinaria ha superato i 110 mila euro annui. A questo si aggiungono oltre 143 mila euro di interventi straordinari nel decennio. Inoltre, 1.577 Ville sono in stato di abbandono: un potenziale enorme, oggi bloccato.


