I dem: “Sollecitiamo la Giunta a verificare se, in raccordo con le autorità competenti, sia stato svolto in modo tempestivo ed effettivo tutto il percorso valutativo necessario”
Un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere chiarezza sul caso di una giovane donna che ha denunciato sui social di sentirsi in pericolo dopo aver saputo dell’imminente scarcerazione dell’ex compagno, già condannato per maltrattamenti, lesioni e stalking.
L’iniziativa è stata presentata dal gruppo del Partito Democratico del Veneto (Giovanni Manildo, Antonio Marco Dalla Pozza, Anna Maria Bigon, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montanariello, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi) della Giunta di verificare la situazione e l’eventuale attivazione delle misure di protezione previste.
“Abbiamo depositato oggi un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale del Veneto di farsi parte nel far luce sulla vicenda della ragazza di ventiquattro anni, originaria di Bologna e residente in Veneto che ha denunciato nei giorni scorsi nei social la sua situazione di rischio – affermano i dem –. La giovane ha espresso pubblicamente un grave sentimento di paura per la propria incolumità dopo essere stata informata dalle Forze dell’Ordine dell’imminente scarcerazione dell’ex compagno, già condannato per maltrattamenti, lesioni e stalking, la cui pena è stata ridotta rispetto ai sei anni e tre mesi originari”.
I consiglieri chiedono in particolare se la Regione sia stata informata del caso e se sia stato ricostruito il quadro delle decisioni che hanno portato alla fine della misura restrittiva nei confronti dell’uomo. “L’atto ispettivo intende verificare se la Regione sia a conoscenza del caso e se, nell’ambito delle proprie competenze, sia stato acquisito il quadro dei presupposti giuridici e delle motivazioni che hanno determinato la cessazione della misura restrittiva per un soggetto che ha già mostrato pericolosità sociale”.
L’iniziativa, spiegano i firmatari, è stata condivisa anche con un’analoga azione presentata in Emilia-Romagna, vista la provenienza della giovane e la natura interregionale della vicenda. “Questa iniziativa nasce in stretto coordinamento con la collega Marcella Zappaterra, che ha presentato un atto analogo al Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, proprio perché la sicurezza di questa giovane cittadina bolognese residente in Veneto deve essere una priorità istituzionale condivisa”.
Nel testo si sollecita inoltre un controllo sul corretto svolgimento delle valutazioni di rischio e sull’adeguatezza delle misure di protezione attivate. “Attraverso l’interrogazione, sollecitiamo la Giunta a verificare se, in raccordo con le autorità competenti, sia stato svolto in modo tempestivo ed effettivo tutto il percorso valutativo necessario ad accertare il rischio di recidiva e la pericolosità sociale del soggetto, nonché l’adeguatezza delle misure di protezione previste dall’ordinamento”.
Infine, i consiglieri chiedono di valutare eventuali ulteriori iniziative istituzionali e un maggiore coordinamento tra enti per garantire la protezione delle vittime. “Abbiamo necessità di capire quali iniziative l’amministrazione regionale intenda assumere nelle sedi istituzionali preposte per il pieno accertamento dei fatti, valutando anche l’attivazione degli organismi parlamentari d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere”.



