Il consigliere di Resistere Veneto Davide Lovat si esprime sul caso delle “moschee fantasma” di Schio, invitando a spostare la discussione.
A Schio si discute delle presunte “moschee fantasma”, segnalate dai residenti del quartiere Santa Croce e finite anche in Consiglio comunale. Sul tema interviene Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto), che critica l’impostazione del dibattito: “Il dibattito è impostato male perché incentrato su questioni urbanistiche e normative regionali inerenti titoli abilitativi riguardo i locali”.
Per Lovat, la questione è prima di tutto costituzionale: “Senza un’intesa ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione, infatti, manca il presupposto giuridico che regola i rapporti tra Stato e confessione religiosa“.
Senza un’intesa, sottolinea il consigliere, manca il quadro giuridico che permette l’apertura di moschee riconosciute: “Parlare di costruzione di moschee come se si trattasse semplicemente dell’apertura di un luogo di culto analogo a una chiesa rischia di essere fuorviante”.
Lovat invita quindi a spostare il dibattito: “Non “moschea sì o moschea no”, ma quale modello di convivenza civile si intende costruire all’interno della società italiana”.
“Il pluralismo – conclude Lovat – è possibile solo se tutti riconoscono il medesimo quadro di regole e di diritti che tiene insieme la comunità politica. È da qui che dovrebbe ripartire una discussione finalmente adulta”.



