A Padova in via Montà, la questura ha disposto la chiusura di una discoteca per 45 giorni per motivi di ordine e sicurezza pubblica
Ieri sera la polizia di stato ha eseguito l’ordine di sospensione, della durata di 45 giorni per una discoteca del Padovano, su indicazione del questore Marco Odorisio. Alla base del provvedimento una serie di episodi violenti registrati negli ultimi mesi, culminati nella notte tra sabato e domenica 22 marzo, quando all’interno del locale è scoppiata una violenta rissa. Durante lo scontro, un aggressore ha colpito al volto un ragazzo di 19 anni con il collo di una bottiglia rotta, provocandogli gravissime lesioni a un occhio e rendendo necessario un intervento chirurgico urgente.
Le indagini immediate hanno portato all’arresto del responsabile, rintracciato poco dopo presso la propria abitazione con evidenti tracce di sangue su vestiti e auto. Gli investigatori hanno inoltre accertato che il gruppo con cui agiva ha continuato a seminare violenza anche durante la fuga, lanciando pietre contro i presenti.
L’episodio rappresenta solo l’ultimo di una serie di interventi delle forze dell’ordine. Già il 15 marzo alcuni clienti in stato di alterazione si erano scontrati con gli addetti alla sicurezza, dando origine a una colluttazione degenerata in uno scontro con feriti. Il 22 febbraio, invece, più persone hanno aggredito un giovane nel parcheggio del locale, mentre il 4 gennaio una lite nata all’interno della discoteca è proseguita all’esterno, con lesioni reciproche tra i coinvolti.
A questo quadro si aggiungono gravi irregolarità emerse durante un controllo del 12 febbraio, effettuato congiuntamente da polizia, ispettorato del lavoro e vigili del fuoco. Gli agenti hanno riscontrato violazioni in materia di sicurezza, tra cui il superamento della capienza, carenze antincendio, vie di fuga ostruite e personale non adeguatamente formato. Le violazioni hanno portato alla denuncia del legale rappresentante del locale, un 26enne padovano.
Ulteriori criticità hanno riguardato l’impiego di lavoratori non regolarizzati, che ha portato alla sospensione immediata dell’attività da parte dell’ispettorato del lavoro, oltre a violazioni amministrative come il mancato rispetto dei divieti di fumo e delle normative sugli alcolici.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il locale era diventato un punto di ritrovo abituale per soggetti pregiudicati, caratterizzato da frequenti episodi di violenza, uso di oggetti pericolosi e diffuso abuso di alcol, generando un forte allarme tra i cittadini.



