Caro energia al centro del dibattito politico ed economico. Stefani: “L’aumento strutturale dei costi energetici non è più sostenibile per le imprese del Veneto e e rischia di compromettere competitività, produzione e livelli occupazionali”
Il tema del caro energia torna al centro del dibattito politico ed economico, con particolare attenzione alle ricadute sul sistema manifatturiero del Nord Italia. “Condivido pienamente l’allarme lanciato dalla presidente di Confindustria Vicenza, Barbara Beltrame Giacomello – afferma il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che richiama l’attenzione sull’impatto crescente dei costi energetici sulle imprese, rilanciando l’allarme già espresso dal mondo industriale –. Siamo di fronte a uno shock energetico di natura esterna che, come giustamente evidenziato, rischia di colpire direttamente la capacità produttiva europea, con ricadute immediate su occupazione, consumi e tenuta sociale”.
Stefani sottolinea come il Veneto rappresenti uno dei principali motori industriali non solo a livello nazionale, ma anche europeo, e come territori a forte vocazione produttiva, come quello vicentino, siano particolarmente esposti alle dinamiche globali. “Il Veneto è una delle locomotive industriali del Paese e dell’Europa, e territori come Vicenza rappresentano un termometro avanzato delle tensioni economiche globali – prosegue Stefani – . L’aumento strutturale dei costi energetici non è più sostenibile per le nostre imprese, in particolare per quelle energivore, e rischia di compromettere competitività, produzione e livelli occupazionali”.
Di fronte a uno scenario definito sempre più critico, il presidente della Regione invoca un intervento deciso a livello europeo, chiedendo strumenti straordinari per affrontare una fase eccezionale. “Per questo è necessario un cambio di passo deciso a livello europeo. La richiesta di sospendere il Patto di stabilità è non solo condivisibile, ma urgente. In situazioni eccezionali come quella che stiamo vivendo, servono strumenti straordinari. Così come avvenuto durante la pandemia, l’Europa deve dimostrare di saper reagire con unità e determinazione, mettendo al centro la salvaguardia del proprio tessuto produttivo”.
Infine, il presidente ribadisce la centralità dell’industria per la stabilità economica e sociale. “Difendere l’industria europea significa difendere il lavoro, la crescita e la coesione sociale – conclude il presidente Stefani – . Il Veneto è pronto a fare la propria parte, ma serve un’Europa altrettanto pronta a intervenire con strumenti adeguati e tempestivi”.



