A Venezia il convegno sul dono della vita. Dati in crescita e rete trapiantologica sempre più efficiente. Petrin (Aido): “Più Sì alla donazione, più vita per chi è in attesa”
I trapianti in Veneto continuano a crescere nel 2026. Nei primi quattro mesi dell’anno sono stati effettuati 230 interventi, in aumento del 16,5% rispetto ai 198 dello stesso periodo del 2025. Un dato incoraggiante che conferma il ruolo centrale della regione nel sistema nazionale della donazione e dei trapianti.
I numeri sono stati presentati a margine del convegno “Il dono della vita nel sistema trapiantologico veneto”, organizzato da AIDO nazionale e AIDO Veneto, ospitato alla Scuola Grande di San Teodoro a Venezia, con il patrocinio della Regione Veneto. All’incontro sono intervenuti, in presenza o tramite contributi video, numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo sanitario, tra cui il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, gli assessori regionali, il patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia, il direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin, oltre a specialisti e operatori del settore. La giornata è stata condotta da Valeria Tedaldi.
La storia del piccolo Giordano e il valore del dono
Momento centrale dell’incontro è stata la proiezione del cortometraggio “Briciole al vento”, che racconta la storia a lieto fine del piccolo Giordano, salvato grazie a un trapianto di cuore. Il bambino, colpito improvvisamente da un virus, era stato intubato poche ore dopo il ricovero, fino all’intervento decisivo che gli ha permesso di tornare a vivere.
“Briciole al cielo” è il cortometraggio di Gian Francesco Tiramani che sta girando l’Italia per raccontare l’intervento di quattro diversi ospedali in 24 ore da Arezzo a Torino vista direttamente dagli occhi di Giordano e con i veri interpreti di quel percorso: famigliari, medici, infermieri, volontari.
Una rete trapiantologica d’eccellenza
Nel corso del convegno è stato sottolineato come la rete trapiantologica italiana rappresenti un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, con oltre 4.500 trapianti effettuati ogni anno. Tuttavia, restano ancora più di 8.000 persone in lista d’attesa per un organo e circa 300 pazienti muoiono ogni anno prima di riceverlo.
I recenti fatti di Napoli hanno riportato l’attenzione pubblica sul tema della donazione, evidenziando l’importanza di un sistema che, nonostante la sua efficienza, dipende ancora in modo decisivo dalla disponibilità dei donatori.
I dati
Secondo il Centro Nazionale Trapianti, nei primi quattro mesi del 2026 si registra un andamento stabile degli accertamenti di morte cerebrale (141 contro 140 del 2025), ma cresce il numero dei donatori a cuore fermo, passati da 34 a 48.
Anche i donatori utilizzati restano invariati (89 come nel 2025), mentre la percentuale di opposizione nelle rianimazioni scende al 19,1%, in calo di circa due punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Il 2025 era stato un anno record per il Veneto, primo in Italia per numero di donatori con 49,5 donatori per milione di abitanti e 788 trapianti effettuati.
Aido: “Importante continuare a promuovere il valore della donazione”
La presidente nazionale di AIDO nazionale, Flavia Petrin, ha ribadito l’importanza della sensibilizzazione alla donazione. “E’ importante continuare a promuovere il valore della donazione per dare una risposta alle migliaia di persone in lista d’attesa – ha dichiarato –. Siamo chiamati a costruire una cultura della donazione diffusa, informata e consapevole“.
“Più sono i Sì alla donazione, più si moltiplicano le opportunità per chi attende un trapianto di tornare a vivere una vita serena e in salute. Ecco perché dobbiamo coltivare, diffondere e promuovere la cultura del dono non solo come un grande valore sociale, ma anche come scelta informata e consapevole di puro amore da parte dei cittadini – ha aggiunto Petrin -. Per questo è importante diffondere informazioni corrette: il sistema è solido, basato su protocolli rigorosi, professionalità straordinarie e una rete ospedaliera preparata. Non c’è un trapianto senza una donazione, non c’è una donazione senza il sì che è un sì alla vita”.
Un ulteriore passaggio riguarda la scadenza del 3 agosto, entro la quale verranno sostituite tutte le carte d’identità cartacee. Con il passaggio al documento elettronico, i cittadini veneti saranno nuovamente chiamati a esprimersi sulla donazione di organi, rendendo ancora più centrale il tema della scelta consapevole.



