L’azienda sanitaria sottolinea l’importanza di non sottovalutare nessun segnale correlato al caldo e di agire con semplici precauzioni
Un post sul profilo Facebook dell’Ulss 6 Euganea dichiara che, a causa delle alte temperature registrate nelle scorse settimane, sono stati registrati negli ultimi 20 giorni oltre 140 accessi legati a condizioni correlate al caldo, di cui circa 100 accessi per disidratazione (spesso legata alle alte temperature ma delle volte aggravata dalla presenza di infezioni o episodi di diarrea); circa 40 casi di sincope da calore, ovvero una forma lieve di patologia da calore; 3 casi di esaurimento da calore dopo sforzo fisico e 1 caso di colpo di calore in forma grave da richiedere il ricovero in terapia intensiva.
L’azienda sanitaria avvisa su come il caldo intenso possa nuocere alla salute, invitando a prestare attenzione alla situazione e di non sottovalutare segnali come debolezza, capogiri, nausea, confusione o perdita di coscienza e intervenire con semplici precauzioni, come ad esempio: bere acqua regolarmente, anche in assenza di sete; evitare di uscire e svolgere attività fisica nelle ore più calde della giornata; indossare abiti leggeri, chiari e traspiranti e proteggersi dal sole con cappello e occhiali; preferire pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura; prestare particolare attenzione ad anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche, verificando che si idratino adeguatamente e che vivano in ambienti freschi.
Un’attenzione maggiore, continua l’Ulss 6, va riservata alle persone che assumono molti farmaci per diverse patologie: alcune terapie, come ad esempio antipertensivi, diuretici o farmaci per patologie psichiatriche, possono aumentare il rischio di complicanze legate al caldo. Per queste persone è ancora più importante mantenere una buona idratazione, evitare l’esposizione al sole e limitare le attività nelle ore più calde.
L’azienda sanitaria conclude nel post sottolineando come, in presenza di sintomi importanti o persistenti, è importante contattare il proprio medico, e che – nei casi più gravi – è necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso.



